A concerto dal Maestro: signore e signori...Steve Hackett!

Come già noto, questo blog si propone di esplorare storie e fantasie nella loro accezione più ampia: per questo motivo gli articoli comprendono anche film, musica e recensioni di libri, oltre a quel che riguarda la scrittura in senso (più o meno) stretto.
 
Stante che ho avuto il piacere di assistere a un concerto di Steve Hackett per la quarta volta, lo scorso 25 settembre, posso dire che la sua musica esprime in pieno quella che concepisco come fantasia  - nell'ambito della musica - cioè evocazione, sogno, trasporto.
Ascoltare il concerto di Hackett (sono già passati tre giorni!) è stato come un viaggio nel tempo e nelle emozioni.
E qui vi mostro alcune immagini :


 
All'ingresso del Teatro Geox

 
Il maestro in azione
 
 
Come sempre grande partecipazione del pubblico e brani strumentali in quantità. Questa la scaletta: 

Intro (Coricyan fire)
Spectral Mornings  
Out of the Body  
Wolflight  
Every Day  
Love Song to a Vampire  
The Wheel's Turning  
Loving Sea  (dedicata alla moglie Jo Lehmann)
Icarus Ascending  
Star of Sirius  
Ace of Wands  
A Tower Struck Down  
Shadow of the Hierophant  
 
Get 'em Out by Friday  
Can-Utility and the Coastliners  
The Cinema Show  
Aisle of Plenty  
The Lamb Lies Down on Broadway  
The Musical Box  
 
I bis:
Clocks - The Angel of Mons  
Firth of Fifth  
 
 
Dopo un'introduzione strumentale il Nostro è partito in quarta con la bellissima "Spectral Mornings" , una delle più desiderate canzoni della sua produzione (e in assoluto fra le mie preferite); i brani dall'ultimo album "Wolflight"  mi sono piaciuti: molto dinamici, molto prog e mai banali.
Un applauso ha accolto le sue parole quando ha ricordato gli artisti che hanno collaborato con lui, in particolare Ritchie Havens ("Icarus Ascending" era cantata da lui, in origine) e Chris Squire, bassista degli Yes, morto da poche settimane.
Particolarmente brillante "Loving Sea", dedicata alla moglie Jo Lehmann, bel brano con chitarra acustica, ottimamente eseguito.
Essendo inoltre il quarantennale dell'uscita del suo primo album "Voyage of the acolyte" , Hackett ha suonato ben quattro brani da quella pubblicazione. In particolare "Shadow of the hierophant" è stata da brivido: sostanzialmente si tratta di un motivo ripetuto - come un bolero - ma l'esecuzione è stata da pelle d'oca. Un crescendo che metteva i brividi!
Dopodiché ha proferito le fatidiche parole: "E ora...Genesis!" accolta da un'ovazione. 
Tutta la seconda parte è stata dedicata ai brani del periodo d'oro dei Genesis, con standing ovation finale.  
E fra i bis non poteva mancare il brano che nell'immaginario collettivo meglio rappresenta questo grande chitarrista: "Firth of fifth".
Mi è dispiacuito non poter sentire brani suonati in altri concerti come "Hairless heart", "After the ordeal" , "The steppes", ma rimane sempre un concerto da ricordare! Due ore e mezza di autentica bravura, sogno e...fantasia!
 
Grande Hackett, accompagnato da una band di ottimi musicisti perfettamente all'altezza.
 
p.s.: tutte le foto di questo articolo sono fatte dal sottoscritto con la sua fedele Panasonic FZ50 (decisamente datata, ma sempre buona!)
 
alla prossima!
 




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