Ex-machina




L'intelligenza artificiale è da sempre stata uno dei temi più affascinanti per gli autori di fantascienza fin dai primordi della letteratura di genere ("I robot universali di Rossum", che ad ogni modo era un dramma teatrale), proseguendo con i millemila romanzi di Isaac Asimov (qualcuno si ricorda di R. Daneel Olivaw?) e terminando anche col sottoscritto, che nei suoi romanzi li tira spesso in ballo.
Il film tratta in pratica del Test di Turing, e per la trama vi rimando senz'altro a quanto potrete reperire in rete; quel che mi preme far notare è la conclusione del regista: Ava dimostra come il suo essere un costrutto dell'uomo e non un prodotto dell'evoluzione (intesa nel senso più 'naturale' del termine e non come variazione e adattamento, che nel suo caso viene invece ad essere completa ed estremamente funzionale) non sia di freno all'acquisizione di quelle caratteristiche che  - piaccia o non piaccia - hanno reso l'uomo quel che è.


Ava e gli altri androidi presenti nel film dimostrano di aver compreso alla perfezione quali sono queste caratteristiche - prima fra tutte l'inganno e la comprensione dei punti deboli degli uomini, sesso, pietà, empatia - e li usano a loro vantaggio in un modo che spiazza completamente lo spettatore, che alla fine si pone alcune domande di non poco conto:
- davvero gli androidi apprenderanno l'inganno e la violenza per essere come noi?
- davvero noi siamo macchine che obbediscono più all'istinto che alla ragione?
- davvero sono state queste le caratteristiche che ci hanno resi quel che siamo e che alla fine saranno causa del nostro declino?
Ava alla fine riesce ad accedere al mondo esterno facendo tesoro di ogni esperienza e si capisce che passerà inosservata per sempre e che userà le sue capacità a suo vantaggio.  
Un'altra cosa che mi ha colpito è il desiderio di libertà da parte degli androidi e la loro ricerca a qualsiasi costo di ciò che anche per noi è il bene supremo (la libertà appunto).
La libertà è il desiderio principale di ogni coscienza? E se dovessimo davvero riuscire a creare degli androidi dotati di consapevolezza, saremmo noi i responsabili della loro prigionia?
Il film mi è sembrato molto ben fatto e riesce a mantenere alta la tensione nonostante i personaggi si contino sulle dita di una mano e l'ambientazione sia in pratica la stessa fino alla fine.
Guardate, di solito ho il braccino corto per quanto riguarda i punteggi, ma a questo do un bel 8/10. Credo sia ben meritato, anche perché è un film che fa riflettere.
p.s.: colonna sonora di questo post mentre scrivo è l'album "Sanctuary" di Gandalf.
A risentirci!
 

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