Doppia recensione: "Sopravvissuto"


Articolo “due al prezzo di uno” questa volta!

Sì, perché qui racconto le mie impressioni sia sul libro “L’uomo di Marte” di Andy Weir, sia sul film che ne è stato tratto: “Sopravvissuto” di Ridley Scott.

 


Cominciamo col dire che il libro di Weir è scritto incredibilmente bene, direi da vero professionista. Il che per un programmatore come il sottoscritto ha dell’incredibile, ma forse Weir è nato per fare lo scrittore, più che il programmatore.

Il libro è perfetto. Perfetto nella scelta delle parole, nell’uso sapiente dei colpi di scena, nella lunghezza dei capitoli e dei periodi…insomma non ho trovato sbavature. Al massimo qualche lettore amante della trama in senso stretto può trovare un po’ eccessive le nozioni scientifiche presenti nel libro, ma non dimentichiamo che è scritto quasi tutto sotto forma di diario da parte di un tecnico!

A quanto risulta dalle notizie reperibili in Rete, l’autore ha impiegato parecchio tempo per presentare un prodotto che potesse essere davvero valido e rigoroso sotto l’aspetto scientifico: è plausibile come pochi altri e le uniche concessioni sono alla trama, non al contenuto, sempre credibilissimo e molto terra terra, al punto che pare davvero di esserci, su Marte.

Così su due piedi direi che Weir ha intenzione di ricalcare le impronte di altri autori sempre rigorosi e precisi nelle loro estrapolazioni anche sotto l’aspetto scientifico, quali Arthur Clarke o Isaac Asimov.

Autopubblicato all'inizio, “L’uomo di Marte” ha conosciuto un successo incredibile fin da subito; va detto però che la realtà del mondo editoriale anglosassone è molto diversa da quella che conosciamo qui in Italia: entro i patri confini un libro di fantascienza  -  anche se scritto tal quale, parola per parola – sarebbe passato quasi inosservato.

E questo la dice lunga sulle differenze fra i lettori della patria di Dante e quelli d’oltreoceano!

La dice lunga sia in termini culturali (come ho evidenziato in altri scritti, in Italia la fantascienza non se la fila quasi nessuno) sia in termini di apertura verso nuove idee letterarie o comunque idee in generale. Questo mi pare in fin dei conti un segnale di quanto la società italiana sia a grandi linee molto tradizionalista, il che non è un male, ma rischia di chiudere le porte a molte idee altrimenti valide.

In questo senso Weir è stato fortunato a crescere in California, piuttosto che a Trambacche (se le cercate su Google Maps la trovate. Trambacche, non la California).

Come scrittore di fantascienza (e programmatore) credo che “L’uomo di Marte” possa porsi come un buon esempio di fantascienza rimanendo con i piedi per terra e al tempo stesso capace di esprimere quel sense of wonder che è indispensabile strumento per trasportare il lettore in un mondo alternativo ma – in questo caso – altamente plausibile.

E’ una lettura che consiglio agli amanti del genere…e anche a quelli che hanno visto il film.

 

Voto del libro: 8,5 / 10. Meritatissimo.   

 

E ora veniamo al film.




Anche per chi non avesse letto il libro, “Sopravvissuto” merita di essere visto. Non solo per gli effetti visuali, di prim’ordine, ma anche perché è molto fedele al testo.

Ci sono alcune differenze – che non vi sto a dire altrimenti è come se ve lo raccontassi – tra cui un paio di scene volte a rendere più drammatiche certe situazioni che nel libro sono trattate con uno stile molto essenziale; inoltre il finale  (gli ultimi due minuti, per intenderci) non è presente nel libro.

Nel complesso uno dei pochi film di cui posso dire che ricalca molto da vicino la trama del testo originale.

Matt Damon forse non era il soggetto ideale per l’interpretazione visto che a volte non appare molto coinvolto nella parte (parere soggettivo) ma se la cava tutto sommato molto bene, interpretando un astronauta giovane che dà fondo a tutte le sue risorse per cavarsela in un ambiente che non perdona il minimo sgarro.

Tutti i personaggi del film sono resi molto bene ma, in particolare ho apprezzato una scena ironica al punto da farmi sghignazzare durante proiezione. Peccato che forse nessuno se ne sia accorto, per cui ve lo dico, senza per questo svelare molto del film.

Dunque, a un certo punto si decide di dare il via all’Operazione Elrond (c’è anche nel libro, non è che Scott se la sia inventata!) che prende questo nome dal fatto che si inizia con una riunione per decidere come salvare il protagonista bloccato sul pianeta rosso, Mark Witney. Fin qui tutto bene (o come direbbe Weir, “so far so good”).

Quello che ho trovato geniale è che uno dei partecipanti alla riunione è l’attore Sean Bean, che - se ricordate bene – interpretava la parte di Boromir in “Il Signore degli Anelli”, partecipando proprio alla riunione con Re Elrond quando nasce la Compagnia dell’Anello!

Per fortuna, in questo film, Sean Bean NON interpreta la parte di qualcuno che muore. Ve lo dico perché a suo tempo i fan di questo attore protestarono per questo semplice motivo: le parti che gli venivano affidate prevedevano quasi sempre la sua morte sul set.

Almeno stavolta è sopravvissuto (perdonate il gioco di parole col titolo del film).  (Faccina sghignazzante).  

 

Anche questo è un film raccomandato, con un bel 8,5 / 10, e anche questo meritatissimo.
 
(Le immagini dell'articolo sono tratte dalla Rete, senza alcuna pretesa di paternità, né rivendicazione.)

Commenti

  1. Amici e fidanzato mi hanno portata a forza a vedere il film. Non che non volessi andare al cinema, ma di solito preferisco leggere prima il libro perché è un'esperienza totalmente diversa, più ricca di dettagli e pensieri che trasposti in immagini perdono necessariamente qualcosa perché sono forme di comunicazione differenti. In ogni caso, sono uscita soddisfatta e impaziente di approfondire leggendo il libro. Del lavoro di Ridley Scott ho apprezzato l'equilibrio. Poteva uscirne un'americanata alla "Armageddon" invece spettacolo e serietà sono bene dosate. Vado a scaricare l'ebook :)

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    1. Grazie, Simo, per il tuo intervento. Credo che pur avendo visto il film non resterai delusa dal libro, che è scritto veramente molto bene.
      Inoltre, per queste tue parole, vinci la palma di prima persona a commentare un articolo di questo blog!

      (Applausi, standing ovation e gagliardetti al vento!) :-)

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  2. Evviva!
    Tornerò di sicuro perché fantascienza, libri e scrittura sono tra i miei argomenti preferiti :)

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  3. Grazie, Simo, spero di essere sempre all'altezza delle aspettative di chi visita questo blog!

    Ciao!

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