Recensione: "Nessun orizzonte è troppo lontano"

Si tratta della relazione - in parte sotto forma di diario, in parte vista dall'esterno - dell'avventura antartica condotta nell'autunno del 2000 dalla norvegese Liv Arnesen e dall'americana Ann Bancroft.


 
Colpisce il fatto che le due donne, al momento dell'impresa avevano rispettivamente 47 e 45 anni, età decisamente avanti per poter pensare a un'impresa del genere: attraversare l'Antartide senza cani e con le slitte trainate da loro stesse o - nel migliore dei casi e se c'era vento - per mezzo di vele appositamente realizzate.
L'iniziativa per le due esploratrici - non nuove simili avventure, avendo percorso anche i territori artici - ha preso l'avvio dal desiderio di compiere un'impresa che non solo potesse trasmettere il gusto per l'esplorazione, ma soprattutto per provare a tutti (e credo anche a loro stesse) che se si hanno dei sogni e ci si dà da fare per raggiungerli spesso ci si riesce.
La loro avventura è stata seguita da migliaia di persone - soprattutto bambini e ragazzi  - tramite un sito tuttora attivo e che si occupa di imprese come questa (il link alla pagina che riporta il viaggio di cui stiamo parlando è il seguente: yourexpedition.com ).
 
Il libro si legge che è un piacere e riporta i racconti dai due punti di vista con uno stile scorrevole.
Grande importanza viene data alle fasi preparatorie e alla ricerca di sponsor per il viaggio: cosa necessaria vista la quantità di materiale che Arnesen e Bancroft avrebbero dovuto portare con sé e per avere appoggio logistico.
Riguardo la quantità di materiale da caricare sulle slitte, un'appendice alla fine del libro riporta il dettaglio di attrezzature, vettovagliamenti e dispositivi (pc, satellitare) al seguito: impressionante!
 
Ora, teniamo presente che il progetto prevedeva di percorrere oltre 3700 chilometri e oltre 90 giorni di viaggio previsti praticamente sugli sci, trainate dalla forza del vento. La partenza avvenne il 13 novembre 2000 e il Polo Sud (base Amundsen-Scott) fu raggiunto il 16 gennaio.
In giornate favorevoli le due esploratrici hanno coperto fino a 188 chilometri in un giorno, ma in altri casi  - quando c'era bonaccia - dovevano cavarsela a piedi in uno degli ambienti più ostili all'uomo.
E stiamo parlando di persone che al tempo erano già considerate "fuori età massima" per certe imprese.
Quei 3700 chilometri non furono mai portati a termine: una serie di giornate senza vento fece sì che gli ultimi 600 chilometri non potessero venire percorsi in tempo utile per la partenza dell'ultimo rompighiaccio dalla base McMurdo. Dovettero venire recuperate da un aereo costretto ad atterrare sul ghiacciaio di Shackleton (e anche questo non fu uno scherzo).
 
La voce esterna narrante è quella di Cheryl Dahle, che racconta cosa avveniva nel frattempo fra quanti davano appoggio alla spedizione. La sua è una voce sempre discreta che tratta i fatti senza clamori e con un taglio molto "giornalistico", al punto da non essere minimamente invadente nel contesto della narrazione in prima persona. 
La relazione delle due esploratrici contiene anche molti aneddoti e riflessioni personali, di sicuro favorite dalla convivenza in un ambiente tanto ostile e dalla consapevolezza di essere sole a cavarsela (ironico il fatto che potessero entrare in contatto col resto del mondo tramite il telefono satellitare ma che in caso di grossi problemi sarebbe stato veramente molto difficile essere soccorse).
 
Lettura consigliata agli amanti dell'avventura e delle esplorazioni, e anche a coloro che subiscono il fascino dei territori gelati.
 
Si guadagna un bel 8+.
 
(Colonna sonora del post: "The Pearl" di Harold Budd e Brian Eno) 
 
 
    
 
 
 

Commenti

  1. Lo metto in lista. Adoro le cronache di esplorazioni e sono una fan di Scott e Shackleton. Ormai è difficile trovare avventure moderne e spesso mi rifugio nella lettura dei diari di esploratori del passato perché con i mezzi di oggi sembra un po' scomparso l'antico spirito d'avventura e si trovano pochi libri a riguardo. Sto seguendo, scoperto su National Geographic, l'out of eden walk, anche quello raccontato su un sito http://www.outofedenwalk.com/ il viaggio dello scrittore Paul Salopek che sta ripercorrendo l'antica migrazione degli esseri umani dall'Africa al resto del mondo A PIEDI!

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    1. Sette anni previsti per la traversata...e speriamo che tutto gli vada bene!
      Un totale di circa 2500 giorni di camminata, ma facciamo 2000 (si riposerà, ogni tanto)...vediamo...venti chilometri al giorno? Sarebbero 40000. e mi sa tanto che li fa, visto che il tragitto per forza di cose prevede giri viziosi e saliscendi.
      Questa sì che è un'impresa come ormai non se ne fanno più!

      Prossimamente ho in programma una recensione su una esplorazione antartica...che dovresti conoscere bene.

      Ciao!

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