Robert Sawyer


Per “Scrittura & Scrittori” parliamo oggi del canadese Robert Sawyer, da alcuni anni presentatosi alla ribalta fra gli scrittori del genere fantascientifico (ma non spaventatevi: non si vive di sola fantascienza e quindi in futuro gli articoli tratteranno anche autori e generi diversi).



Un rapido sguardo alle informazioni reperibili in Rete mostrerà subito come Robert Sawyer abbia fatto incetta di premi letterari, trasposizioni televisive e un Alumni Award of Distinction  dall’Università di Toronto. Sicura prova delle sue capacità letterarie, anche perché a quanto pare è uno dei pochissimi autori che riesce a vivere con i proventi della sua scrittura e sapete bene quanto sia difficile arrivare a un traguardo simile. (Invidia!)
La mia prima esperienza con Sawyer risale ad alcuni anni fa quando acquistai “Flashforward”, che mi piacque da subito, sia per il tema di fondo - il libero arbitrio – sia per la scrittura scorrevole e senza fronzoli, che ho scoperto in seguito essere un suo marchio di fabbrica.
Diciamo che è stato amore a prima vista, tant’è che in seguito ho letto diversi suoi libri:
- il già citato Flashforward
- la trilogia dei Neanderthal
- la trilogia del web
- Rollback
- Apocalisse su Argo
- Psicoattentato

Quindi un buona decina!

Apprezzo molto la disinvoltura con cui riesce a spaziare - è il caso di dirlo - fra avventure spaziali (e scusate la ripetizione “spaziare / spaziali” ma non trovo di meglio) in senso stretto (Argo), storie alternative (il ciclo dei Neanderthal), i contatti con altre civiltà (Rollback) e via dicendo senza mai perdere la freschezza della narrazione e confermando – se mai ce ne fosse bisogno – la necessità di un solido retroterra di documentazione e ricerca sui temi da affrontare, che nel suo caso non manca mai.  

Questo è un punto a suo favore che eleva il racconto “inventato” al rango di “storia talmente plausibile da sembrare vera”: proprio il rigoroso lavoro di documentazione rende i suoi romanzi vividi e reali nelle ambientazioni e nelle situazioni.

Un po’ il contrario di quanto avviene con - per dire – Mike Resnick, del quale ho letto alcuni dei romanzi dell’astronave pirata (I pirati e l'astronave , Astronave mercenaria , I ribelli e l'astronave ) in cui non c’è spazio se non per l’avventura più sfrenata. Godibili e divertenti, regalano ore di evasione piacevole, ma sempre senza perdere i contatti col presente (almeno per me), nel senso che mentre leggo un libro di Resnick sono sempre cosciente che si tratta di un romanzo. Non dico “soltanto di un romanzo” perché in effetti libri come quelli citati sono decisamente buoni, ma manca quell’aggancio forte con la realtà che fa la differenza fra leggere un libro e sentirsi catapultati dentro a un libro.
Tra l’altro Resnick è un autore eccezionalmente prolifico e avendo letto molto poco di lui non potrei che esprimere un parere incompleto e con quasi nulla conoscenza delle sue opere.
Tornando a Sawyer, la sua prosa è raramente pesante, mantenendosi su ottimi livelli sotto l’aspetto narrativo e documentale, ma al tempo stesso è sciolta e scorrevole.
A differenza di autori come ad esempio P.J. Farmer, che tranne pochi casi ha utilizzato i suoi romanzi come profonda introspezione e studio dell’animo umano, come tentativo di dare risposta alle grandi domande esistenziali e al modo di vivere nonostante la risposta non si trovi; Sawyer ha un approccio più agnostico alla questione, e i suoi quesiti – anche di ordine morale – li pone su un terreno più umano e meno spirituale.

Pongo l’accento su questo perché, pur non considerando l’aspetto religioso o divino – che di solito evita con cura quando non lo critica apertamente - i personaggi quasi sempre sono alla ricerca di quel che è giusto o sbagliato e queste sono considerazioni ricorrenti nei suoi scritti.

E nonostante mi consideri abbastanza smaliziato, essendo un appassionato del genere, devo dire che Sawyer è riuscito spesso a spiazzarmi inserendo nella trama o nel finale elementi originalissimi, le classiche code che quando le leggi ti fanno pensare “Accipuffolina! Questa proprio non me l’aspettavo!”.

Di negativo nella sua prosa trovo a volte lo show che prevale sul tell in un modo che può anche essere eccessivo e una propensione a utilizzare mezza pagina per la descrizione di un personaggio, cosa che può andare a genio come no (nel mio caso preferisco poche pennellate che rendano bene il personaggio, magari con altri indizi e descrizioni lungo il percorso della narrazione). In particolare in “Flashforward” ho trovato questa caratteristica decisamente esagerata.

Ci tengo però a precisare che il suo modo di mostrare e non raccontare raggiunge ottimi risultati e che solo raramente eccede; tra l’altro ho notato che gli ultimi romanzi sotto questo aspetto sono molto più equilibrati rispetto ai precedenti, segno che l’autore è attento a seguire una sua evoluzione anche dal punto di vista dello stile.

Una sola volta ho riscontrato quello che a mio parere era un vero errore e in risposta a una mia email sull’argomento lui ha risposto: “Considerazioni interessanti. La ringrazio per le parole gentili” (Interesting thoughts. Thanks for the kind words). Vi rendete conto? Ha risposto a una mia email! La conservo tuttora gelosamente nella memoria del pc a imperitura memoria per i posteri.

(Con questa osservazione mi pare di essere come quel ragazzino in “Tom Sawyer” che, per darsi un’aria di importanza disse: “A me una volta Tom m’ha dato le botte!”. Grande Twain!).

Non vi dico però qual è l’osservazione mossa (un peccato veniale, ma che a un astrofilo di vecchia data qual è il sottoscritto difficilmente sfugge): vi lascio di piacere di scoprirlo leggendo i suoi libri (evvabbè, sarò buono, vi dico solo che l’ho trovato in WWW: Wonder, edito da Mondadori nella collana Urania al n. 1597, ma non chiedetemi altro!).

Quindi seguo con interesse questo scrittore e sono in trepida e virginale attesa delle sue prossime uscite, magari sperando di trovare le sue opere più vecchie in qualche mercatino dell’usato.

Se dovessi raccomandare da dove iniziare per conoscere questo scrittore, direi:
- per prima cosa la trilogia dei Neanderthal (in un universo parallelo è l’Homo Sapiens che si è estinto mentre i Neanderthal no, e i due universi vengono a contatto. La trilogia affronta anche temi politici, in particolare nel secondo libro, sia pure in modo velato ma non troppo e la necessità di vivere secondo giustizia indipendentemente dall’esistenza di una realtà trascendente),
- poi la trilogia del Web (in cui ipotizza la presa di coscienza del web come entità a sé stante e in grado di interagire col mondo intero. Tema molto intrigante e ben sviluppato, con spunti e sviluppi davvero originali).
- infine Rollback (considerazioni sulla vecchiaia e la morte e la presa di contatto con creature aliene),

…e limitandomi ovviamente a quel che ho letto finora.

Secondo Wikipedia, Sawyer “appartiene a pieno titolo alla scuola secondo cui ‘la fantascienza è letteratura di idee’.
Ora, stante che secondo me la cosa è lapalissiana (voglio dire…a qualcuno viene un’idea per un romanzo di fantascienza – o anche no - e ci lavora sopra, giusto?), qualcuno mi sa dire come sarebbe da intendere l’espressione? Avete qualche idea? (E arridaje).
Il suo blog è visibile qui . Ovviamente se fate un salto su Wikipedia o simili trovate qualche altra notizia su di lui.
 
Voto all’autore: 8,5/10 (è quasi il massimo: non ho ancora trovato un autore da 10/10).
p.s.: non chiedetemi come deve essere uno scrittore da 10/10, non lo so nemmeno io, e state certi che quando lo troverò ve lo farò sapere!

Commenti

  1. Sawyer è uno degli scrittori preferiti e l'unico autore di fantascienza di cui ho letto quasi tutto (al momento mi manca solo la trilogia del Web). Forse mi piace tanto perché la sua fantascienza si intreccia molto con aspetti psicologici e i personaggi sono abbastanza approfonditi.
    Magari dirò una scemenza perché non ho molti metri di paragone, ma mi sembra anche che nelle sue storie ci sia spesso il tentativo di far riflettere i lettori, con considerazioni che vanno oltre i puri e semplici progressi scientifici.
    Comunque mi piace come ne hai parlato! E' bello poi sapere che sia anche una persona disponibile, e a questo proposito mi viene in mente l'intervista che gli ha fatto qualche tempo Nick Parisi sul blog. Non so se già lo conosci, comunque mi permetto di segnalarti il link:
    http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.it/2012/03/intervista-robert-j-sawyer.html

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    1. No, non dici una scemenza: in tutti i suoi romanzi ho trovato spunti di riflessione su argomenti anche spinosi, ma trattati sempre con acume e buon gusto (la guerra nel secondo volume dei Neanderthal, quando i protagonisti si trovano di fronte al monumento ai caduti nel Vietnam; la perdita di persone care in Rollback; le scelte che facciamo e le loro conseguenze in Flashforward e così via).
      Ho letto l'intervista al link che hai segnalato (non lo conoscevo, ma ci sono così tanti siti sull'argomento che è impossibile conoscerli tutti) e ho trovato nelle risposte di Sawyer diversi punti in comune con quanto ho scritto nell'articolo. Meno male: significa che qualcosa ho capito! :-)
      Tra l'altro le risposte che ha dato nell'intervista testimoniano la sua disponibilità e mi hanno dato l'impressione di una persona molto alla mano.

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  2. Se è vero quel che ha detto Caroline Adderson quest'estate al Festival of the Written Arts, ci sono solo cinque scrittori in tutto il Canada che vivono della loro scrittura.
    Ammetto di non aver mai sentito nominare Robert Sawyer, né di averlo mai visto tra i titoli nei negozi di Vancouver. Ho chiesto a tre o quattro canadesi e nessuno lo conosce.
    Google non lo nomina tra gli scrittori famosi del Canada, ma la sua produzione è titanica e i premi che ha vinto parlano da soli.
    A questo punto mi chiedo se sia il classico caso di un autore che fa più successo all'estero che a casa propria!
    Grazie per averne parlato, cosa mi consiglieresti di leggere di suo?

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    1. Bene arrivata a "Storie e fantasia", Lisa!
      Per rispondere alla tua domanda ti rimanderei a quanto scritto nell'articolo: penso che la trilogia dei Neanderthal sia un ottimo punto di partenza per conoscere Robert Sawyer, e credo che, sia per l'aspetto letterario, sia per le idee contenute, possa rendere evidenti le qualità di questo scrittore.
      Francamente mi sarei aspettato che fosse famoso soprattutto in Patria, almeno per quel che riguarda gli scrittori che trattano il suo genere, ma le tue parole mi fanno pensare che forse hai ragione tu, anche perché dal tuo intervento si deduce che abiti in quel di Vancouver e quindi ne sai molto più di me su quanto sia conosciuto in Canada.
      O forse hai chiesto a persone che non leggono fantascienza... :-)

      Ciao!

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    2. Ho fatto la stessa domanda a un campione più esteso, incluso un nerd super amante del genere, e posso confermare che qui sulla costa ovest non lo conosce nessuno! :D

      Proverò a leggere la trilogia dei Neanderthal, grazie per la dritta!

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