Fantascienza vs Fantasy


Il confronto fra fantasy e fantascienza – o la loro contrapposizione come generi letterari – non è di sicuro una novità nell’ambito delle discussioni più o meno accademiche fra lettori e appassionati dei generi.
Se, spinti da una insana voglia di creare conflitti fra persone notoriamente pacifiche, proviamo a gettare con apparente noncuranza una frase del tipo “ma secondo me il fantasy è migliore della fantascienza, che fa schifo” a un ignaro conoscente cultore di fantascienza – o girando la frase al contrario, di fantasy – vi consiglio di procurarvi subito elmetto e giubbotto antiproiettile, perché così facendo ci esporremmo agli strali – e non solo verbali - del fantasysta o fantascientista duro e puro, che difenderà a spada tratta le sue opinioni con ogni mezzo.
Non si sfugge alla regola della differenza di trattamento nemmeno in Rete, tant’è che utilizzando “fantasy vs fantascienza” come chiave di ricerca, in Google si ottengono 745.000 risultati, in massima parte centrati sulla differenza fra i due generi (per adesso tralasciamo le suddivisioni al loro interno).
Quel che è curioso, è che cercando “fantascienza vs fantasy” (stesso motore di ricerca) si ottengono invece 204.000 risultati. Qui sotto il copiaincolla delle righe con i risultati che ho ottenuto.

Per “fantasy vs fantascienza”:
Circa 745.000 risultati (0,28 secondi) 

Risultati relativi a fantasy e fantascienza
Cerca invece fantasy vs fantascienza
 

Per “fantascienza vs fantasy”:
Circa 204.000 risultati (0,42 secondi) 
Forse cercavi: fantascienza o fantasy


 
Il che fa supporre che per Google non sia la stessa cosa, visto che con la prima ricerca i termini sono messi in AND (la proposizione è vera se l’una E l’altra sono entrambe vere) e con la seconda in OR (la proposizione è vera se l’una O l’altra O entrambe sono vere).
Chi mastica un pelino di logica o programmazione capirà al volo - ma non me ne intendo di motori di ricerca, per cui lascio perdere. Accetto l’esistenza di questi misteri.
Credo che le differenze fra i due generi siano ben note a tutti, ma qui le riassumo in due parole, fermo restando che in caso di dubbi potrete rivolgervi a Wikipedia o simili.

Ambientazione: il fantasy è in generale ambientato in luoghi immaginari, con geografie arbitrarie quanto basta – tant’è che un geologo potrebbe tranquillamente dire che territori di tal fatta non possono esistere – e dai nomi esotici (non troverete mai città o paesi che si chiamano Paperino (Prato), Occhiobello (Rovigo), Femminamorta (Pistoia), Altolà (Modena), ma piuttosto Mordor o Minas Tirith.
Mal che vada potete trovare in rete il generatore di nomi fantasy (giuro che ho trovato anche questo!).
Un po’ più di margine può darla la fantascienza, visto che può essere ambientata ovunque (volendo anche a Paperino o a Po di Gnocca) e in qualsiasi periodo prima, durante o dopo il momento in cui state leggendo.
I nomi possono avere anche un altissimo coefficiente di impronunciabilità, pur senza arrivare al caso di Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch - che si trova in Galles – o Krung Thep Mahanakhon Amon Rattanakosin Mahinthara Ayutthaya Mahadilok PHOP Noppharat Ratchathani Burirom Udomratchaniwet Mahasathan Amon Piman Awatan Sathit Sakkathattiya Witsanukam Prasit, in Thailandia (dovrebbe essere il nome originale di Bangkok, a quanto dicono).
Sembra anche che una località in nuova Zelanda si chiami così: Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu,
per cui raccomando di non esagerare in queste cose.
Ma pare che esistano anche i generatori di nomi per la fantascienza - googlare per credere – e quindi in caso di difficoltà un minimo d’aiuto si trova.
Personalmente preferirei una storia ambientata a Paperino, se non altro riesco a pronunciarla.

Personaggi: nel fantasy esiste una regola fondamentale, anche se non scritta, secondo la quale i buoni anche se sono brutti non sono così brutti come i cattivi, mentre i belli sono sicuramente buoni. Se il cattivo è bello si tratta di un ex buono. Se il bello diventa brutto vuol dire che è passato al lato oscuro della Forza. Tutto qua.
Se i protagonisti non sono dei supertopoloni in stile Mary Sue o Gary Stu, sono comunque dei nani dall’aspetto passabile o perlomeno sopportabile; di contro i cattivi-davvero-cattivi appartengono alle schiatte di troll, goblin, orchi e via discorrendo, tutti individui che solo a vederli vien voglia di prenderli a sberle.
Com’è ovvio i cattivi avranno in generale nomi dal suono che evoca qualcosa di brutto o inquietante (mi vengono in mente Sauron, Gollum) mentre i buoni (Arwen, Legolas, Galadriel) l’esatto contrario. Un po’ meno bello come nome è Aragorn, vuoi mettere con i nomi elfici, ma non è colpa sua. Prendetevela con Tolkien.
Ho preso “Il Signore degli Anelli” come esempio più noto (e anche il primo che mi è venuto in mente).
Ci sono anche altre scelte possibili, per esempio diversi personaggi del Mondo Emerso di L. Troisi hanno nomi di stelle: Adhara, Dubhe, Nihal. Questa scelta è stata criticata e non solo dal sottoscritto, ma infine non è peggiore di qualsiasi altra.
Ma ci si può inventare di tutto: il fantasy non conosce limiti in questo senso.
Com’è naturale nel fantasy è d’obbligo avere da 1 a N personaggi dotati di poteri, i quali poteri saranno in quantità variabile da 1 a N da utilizzare secondo le necessità narrative. Purtroppo spesso e volentieri questi diventano il mezzo per risolvere ogni difficoltà (dello scrittore, non del personaggio).

La fantascienza è una via di mezzo: nomi abbastanza reali - in particolare se le storie contengono personaggi umani - o inventati, se la storia è ambientata da qualche altra parte, magari sul pianeta Astrexwghiwert.
Qui niente poteri, niente magie, niente scorciatoie per la soluzione del problema. Al massimo (ma proprio se l’autore non ne può fare a meno) ci sarà il telepatico o il telecinetico di turno. Devo dire però che una soluzione del genere assomiglia abbastanza ai poteri magici del fantasy e tenderei a non utilizzarla; in effetti mi urta un po’ quando trovo cose del genere in un romanzo di fantascienza, ma potrei cascarci anch’io (magari per tenermi da parte un deus ex machina da usare al momento giusto, eheheh).
 
Scienza: nel fantasy è inesistente, nel senso che può far comodo qualche scienziato o artigiano di turno – di solito mezzo sbarellato in stile Doc di “Ritorno al futuro” - che tira fuori qualche diavoleria al momento giusto, ma non è obbligatorio (anche perché i poteri dei maghi e delle fate sennò a che servono?); nella fantascienza deve ovviamente esserci. Non è importante che se ne parli con dovizia di particolari, è chiaro che se parliamo di astronavi la magia non c’entra per niente, ma questo non significa che si debba spiegare come funzionano, posto che l’autore possa inventarsi qualcosa al riguardo. La scienza può anche essere sottintesa, ma deve essere presente e qui scappatoie non ce ne sono.

Creature: nel fantasy sono abbastanza limitate. Ecco la lista della spesa:
umani, elfi, nani, gnomi, goblin, orchi, draghi, coboldi, fate, streghe, spettri, fantasmi, vampiri, centauri, ninfe, troll e qualcos’altro, che ora mi sfugge, ma non molti di più.
Nella fantascienza – a parte gli umani – sono potenzialmente infinite. Non voglio tediarvi con pagine e pagine di creature aliene prese a casaccio dalla letteratura di genere.
 
Tematiche: nel fantasy sostanzialmente la lotta fra il bene e il male, non necessariamente una storia di crescita personale, anche se di solito è presente. La lotta fra il buio e la luce presuppone storie di coraggio, abnegazione e sacrificio, che non mancano mai.
Ah già: anche la ricerca: non esiste fantasy in cui l’eroe non viaggi alla ricerca di qualcosa, di solito un talismano o qualcosa del genere. Di solito c’è il lieto fine, anche se ottenuto a caro prezzo.
A parte questo mi pare che non ci sia altro.
La fantascienza non ha limiti di tempo e di spazio e nemmeno di tematiche: estrapolazioni sociali, politiche, scientifiche in tutte le salse. Uno o più problemi da risolvere e che spesso non si risolvono. E non tutte le storie sono a lieto fine, anzi.
 
I miei periodi fantasyscientifici: posso dire che dal punto di vista letterario – come lettore e come cantastorie – ho vissuto (finora) tre periodi distinti.
Il primo di scoperta della fantascienza, durato una dozzina d’anni, in cui ho ne divorato non so quanti volumi; seguito da una decina d’anni di scorpacciate di Terry Brooks sotto forma di Shannara (tutti), Cavaliere del Verbo (due su tre), Landover (tutti); Dragonlance (tre o quattro); diverse uscite della collana fantasy di Editrice Nord…periodo in cui ho messo la fantascienza in un angolino pronta per essere dimenticata.
Per finire con l’ultimo – che dura tuttora – in cui non solo ho riscoperto la fantascienza, ma mi sono anche messo in testa di scriverla. Un ritorno alle origini.
Così, per curiosità, ho scaricato la lista dei volumi di fantascienza relativi alle sole testate Cosmo Oro, Cosmo Argento e Urania (che son quelle che seguivo di più, le prime due hanno cessato le pubblicazioni alcuni anni fa) e ho ottenuto le seguenti statistiche personali di lettura:
Cosmo Oro, almeno 60 su 202
Cosmo Argento, almeno 65 su 340
Urania (fino ai numeri usciti ad oggi, esclusi quelli letti in altre collane), almeno 208 su 1624
Per il fantasy praticamente tutti i libri di Terry Brooks (una trentina) più qualche altra decina almeno di altri autori.

Non posso dire quindi di aver snobbato né la fantascienza né il fantasy e, come se non bastasse, possedevo anche il gioco fantasy Hero Quest: ci ho fatto un sacco di partite e mi son pure divertito!
Dunque è sicuro che entrambi questi modi di vivere il fantastico – pur non essendo gli unici - mi hanno affascinato, e continuano a farlo, altrimenti perché - riguardo il fantasy - non mi son perso un solo film dello Hobbit o del Signore degli Anelli?
O Conan il barbaro: il primo della serie, con Arnold Schwarzenegger credo sia in assoluto il migliore, un autentico fantasy come pochi se ne son fatti; il remake di pochi anni fa è penoso pur nel tripudio di effetti speciali, anche se LUI! e LEI! si fanno notare alla grande (non certo per la bravura nella recitazione, ma per altri motivi più terra terra che potete facilmente immaginare) e non so quanti altri film fantasy e fantastici.

 

Qui vediamo Conan nel suo momento migliore

E va bene lo ammetto: ho visto anche tutti i film di Harry Potter e buona parte di quelli Disney, compresi “L’apprendista stregone” e “Inside & out”, però non volevo dirlo.
Chino il capo vergognosamente.
Per comprendere perché uso i termini “LUI!” e “LEI!” rimando al post semiserio precedente.

In questa pseudodiatriba “fantasy versus fantascienza” decreto unilateralmente la vittoria della fantascienza, in quanto a mio parere più onesta nei confronti del lettore (anche se inventa, inventa ragionevolmente e non ricorre alle magie per trarsi d’impaccio) e in particolare perché mi dà un senso di libertà che il fantasy raramente riesce a darmi, a meno che non sia fatto davvero bene. Il fantasy, per le caratteristiche tipiche del suo genere, trovo sia molto autolimitante in quanto a personaggi, vicende e ambientazione.
Ma naturalmente continuerò a leggere anche Terry Brooks.

Come ciliegina sulla torta, andando a ripescare nella memoria del mio pc, posso datare a sette anni fa il mio primo e finora unico tentativo di scrivere un fantasy. Come già detto altrove, abbandonai dopo una settantina di pagine: semplicemente non funzionava.
Non sono molto tagliato per scrivere fantasy…ma non pensate che finisca qui.
Tremate! Potrei riprovarci! 

Commenti

  1. Non sono tanto d'accordo sul confrontare diversi generi, per quanto fantasy e fantascienza abbiano qualche affinità.
    Secondo me, non esiste un genere oggettivamente migliore di un altro, più facile o più difficile da leggere e scrivere. Chi ne preferisce uno troverà più limiti e difetti negli altri, è solo una questione di gusti personali. Ogni genere ha le proprie caratteristiche, ma l'abilità di un autore va oltre il genere, nel senso che un libro è scritto bene o male indipendentemente dalle etichette letterarie.
    La tua analisi, più che altro, mette in evidenza il tuo amore per la fantascienza :)

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    Risposte
    1. Ovviamente, Simo! Del resto in un post semiserio e dichiaratamente (nonché spudoratamente) di parte come questo non poteva essere altrimenti!
      Ma non pensare che disprezzi il fantasy: l'altro giorno ho acquistato l'ultimo libro di Terry Brooks e non vedo l'ora di iniziarlo! :-)

      Ciao

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    2. Il post semi-serio ci sta.
      A me il fantasy classico (elfi, maghi ecc.) non piace molto. Preferisco quello "contaminato dalla realtà" come nei libri di Neil Gaiman o anche Harry Potter. Leggo molto di più la fantascienza e, come sai, le cronache di esplorazione. Mi piacciono i gialli e anche i romanzi umoristici. Leggo saggi e biografie. Non mi faccio mancare nulla, ma non confronto un genere con l'altro: ho i miei preferiti in ogni campo :)

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  2. Il post in effetti si limitava a un confronto scherzoso fra i due generi intesi nel senso "classico": basta vedere la faccia di Conan per capire che volevo essere tutto fuorché (quasi) serio! ;-)
    I romanzi fantasy "inquinati" da realtà più o meno moderne sono a volte molto intriganti (qui mi viene in mente la saga di Landover) e un autore in gamba può trarne degli spunti davvero interessanti.
    Per quanto riguarda altri tipi di letture che seguo, a parte il fantastico nelle varie salse, la saggistica fa la parte del leone, in molteplici argomenti.
    Ad ogni modo non pensare che sia troppo tenero nei confronti della fantascienza: ho idea che il prossimo post lo dimostrerà.

    Ciao!

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