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Visualizzazione dei post da 2016

Pubblicità natalizia

Dopo il post di commiato dedicato a Greg Lake - il testo riportato è quello di "Lucky man", una delle sue composizioni più belle – qualcosa di meno triste: come sempre GDS Editore rende note le offerte di Natale per e-book e cartacei! Inutile dire che oltre che a GDS sto facendo un po’ di pubblicità anche a me stesso, visto che questo editore ha pubblicato due miei romanzi!

Ebbene, fino a fine anno gli e-book saranno in vendita a 0,99 EUR; inoltre ci sono dei pacchetti per acquisti del cartaceo.
Qui di seguito i link relativi, sia per le offerte del mese che per le mie fatiche letterarie:
la pagina iniziale la pagina delle offerte piccola pubblicità n. 1 piccola pubblicità n. 2 (anche se non sul sito di GDS, ma qui chi vuole potrà leggere le prime pagine)
Anche se in anticipo, buone feste a tutti!

Greg Lake (1947 - 2016)

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"Lucky Man"
He had white horses
And ladies by the score
All dressed in satin
And waiting by the door

Ooooh, what a lucky man he was
Ooooh, what a lucky man he was

White lace and feathers
They made up his bed
A gold covered mattress
On which he was led

Ooooh, what a lucky man he was
Ooooh, what a lucky man he was

He went to fight wars
For his country and his king
Of his honor and his glory
The people would sing

Ooooh, what a lucky man he was
Ooooh, what a lucky man he was

A bullet had found him
His blood ran as he cried
No money could save him
So he laid down and he died

Ooooh, what a lucky man he was
Ooooh, what a lucky man he was


Statistiche applicate al blog

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Dai, dite la verità: in quanto gestori di un blog non è possibile resistere alla tentazione di dare un’occhiata alla sezione “statistiche” e vedere quanti accessi ci sono stati e da dove! Bè, siccome non sfuggo nemmeno io a questa regola, dovuta all’umana curiosità, posso dare qualche cifra.
Il blog esiste da poco più di un anno (sarebbero poco meno di 15 mesi) ma arrotondo all’anno, per difetto, che tanto non influisce sulle statistiche.
Allora, il blog conta 47 articoli per una media di 3 al mese circa (che non è poi così male, se si considera il tempo disponibile).
I commenti sono stati 72, di cui la metà rappresentano le mie risposte ai 5cats che sono intervenuti; quindi si tratta in realtà di 36 commenti esterni a fronte di 47 articoli.

Vale a dire che ogni articolo – di media, visto che la maggior parte conta zero commenti – vede 0,7 commenti nell’anno (statisticamente è del tutto sbagliato, perché ci sono articoli più o meno recenti e io li sto considerando come se tutti fossero sta…

Recensione film: "Mine"

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Mi è capitato di rado di parlar bene dei film italiani: troppi cinepanettoni, troppi film prevedibili, troppe macchiette, e recitazioni al limite dell’assurdo (e troppi brutti stereotipi della gente italiana, sia in Patria che nel mondo, cosa che trovo davvero insopportabile). Che in anni recenti ci siano stati dei buoni prodotti è fuor di dubbio, ma quando si parla di cinema italiano è praticamente certo che prima vengono alla mente i vari “Vacanze in… (quel che è)” e poi tutto il resto. E adesso se chiedi in giro chi sono Zeffirelli o Pasolini solo i più stagionati rispondono senza esitazioni. Nemmeno è un mistero che in Italia perfino un film come “Guerre stellari” nessuno avrebbe saputo farlo nonostante di suo sia di una semplicità e linearità sconvolgenti: è di una prevedibilità assoluta e richiama alla mente il classico finale del tipo “vissero tutti felici e contenti”. E’ una favoletta e nulla più eppure è uno dei film più visti e del quale si parla ancora nonostante sia uscito n…

La Premiata, Branduardi, i viaggi e le montagne

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Si dice che il computer ragioni per esclusione di ipotesi mentre l’uomo per associazioni d’idee. Mentre – come programmatore – posso dirvi per certo che allo stato attuale delle cose il computer non ragiona per niente (come si usa dire “se gli passi spazzatura otterrai spazzatura” o come dice il sottoscritto “da specifiche del cavolo otterrai programmi del cavolo”), posso però confermare l’associazione d’idee che ha portato a questo post. Beh, è successo che ascoltando in cuffia col volume a palla quella canzone della PFM che si intitola “Andare per andare” e che tra l’altro ha un testo che mi piace un sacco (e voi sapete quanto io sia difficile da accontentare con i testi) ho considerato nuovamente il tema del brano: partire, esplorare, scoprire. E poiché si viaggia e si scopre non solo andando in Antartide o in Patagonia – come molti fortunati possono fare - ma anche soltanto andando in montagna (anche al mare, ma nel mio caso non fa testo), ho cercato in Rete delle citazioni / aforis…

Recensione libro: "Come la vita è cominciata"

Riprendo – come promesso – l’argomento “paleontologia” parlando di “Come la vita è cominciata” di Alexandre Meinesz, edito da Il Castello.
Il libro a una prima occhiata alla scaletta degli argomenti appare ben impostato, e i primi capitoli infatti parlano di - Quando la vita è cominciata? - Dove? - Come? - Le prime forme di vita sulla Terra e proseguendo con capitoli sulla contingenza (già incontrata negli scritti di S.J. Gould e che qui viene ampiamente ripresa) come il capitolo intitolato La quarta casualità (le altre tre essendo la genesi dei primi batteri, la formazione di cellule nucleate e infine la formazione di organismi pluricellulari). La contingenza – sulle orme di quanto esposto a suo tempo da Gould -tiene conto di tutte le variabili imprevedibili quali ad esempio le variazioni climatiche (viene ricordata la teoria della “Terra palla di neve”, così come le supereruzioni avvenute in quella che è l’attuale India) o la comprovatacaduta di asteroidi di grandi dimensioni, tutti eventi…

Scrittura e scrittori: Stephen Jay Gould e la vita meravigliosa

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Un cordiale “ben-ri-trovati” ai 5cats!
Il soggetto di questo articolo è il paleontologo Stephen Jay Gould (1941 – 2002), uno dei personaggi che maggiormente ha influenzato il dibattito scientifico negli anni ’90 del secolo scorso (fa già un certo effetto parlare del “secolo scorso” non trovate?). Gould è stato importante per le sue interpretazioni in campo evoluzionista, cosa che ha creato dibattiti anche molto accesi con i colleghi sia per quel che riguarda con l’interpretazione della teoria evoluzionistica in primis, e in generale con la visione scientifica della realtà.
Come sempre, gli interessati troveranno in Rete informazioni sul personaggio e sulla sua carriera sia come paleontologo che come divulgatore.

In particolare - non essendo paleontologo, anche se la materia mi ha interessato molto e continua ad affascinarmi tuttora – mi soffermo sul Gould in quanto divulgatore e scrittore.

Autore di molti saggi raccolti in vari volumi – ricordo qui solo quelli che ho letto: “Quando i caval…

Ci facciamo un giretto?

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Non me ne vogliano i 5cats se l’articolo di oggi sarà di taglio un pochino diverso dal solito (ma tanto comincia a diventare un’abitudine!): si tratta di una situazione in cui la realtà sta per superare la fantasia e per un astrofilo/fantascientologo come il sottoscritto non è possibile sottrarsi al fascino di certe cose. Spero sia così anche per voi.
E’ del mese scorso la notizia della scoperta di un pianeta che ruota intorno alla stella più vicina: Proxima nel Centauro. Si trova a 4,2 anni luce, che se vi sembrano pochi sono sempre – in cifra tonda – qualcosa come quarantamila miliardi di chilometri. Non esattamente a due passi. Il pianeta (dati non definitivi) sembra essere poco più massiccio della Terra, il suo anno dura circa 11 giorni dei nostri e – udite udite – si trova nella fascia abitabile della stella, vale a dire alla distanza giusta per permettere l’esistenza di acqua allo stato liquido! Com’è naturale, non si sprecano le supposizioni sull’eventuale presenza di vita su Proxi…

Recensione film: "Paradise Beach"

Buongiorno a tutti!
Di solito un articolo in questo dimenticato blog si trova grossomodo ogni paio di settimane; stavolta accorcio un po’ i termini per recensire quello che a mio parere è un po’ una novità nei film di genere.
Vi dico subito che “Paradise beach” NON è una sorta di remake dello “Squalo” e in fin dei conti non c’ha poi molto a che fare: mentre lo “Squalo” (sempre che qualcuno di voi se lo ricordi) puntava più sull’ottusità delle autorità, incapaci o restie ad affrontare la situazione, “Paradise beach” punta più sulle necessità di far funzionare la materia grigia quando si tratta di uscire da una situazione apparentemente senza sbocchi. Al di là della (notevole) avvenenza della protagonista Nancy che è anche in gamba nella recitazione; il film è una goduria sotto qualunque punto di vista.

Recensione libro: "C'è qualcuno là fuori?"

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Buongiorno a tutti! II post di oggi potrebbe apparire un po’ strano, non solo per via dell’argomento, ma anche perché mi ha richiamato alla memoria un paio di fatti che pensavo ormai sepolti nei labirinti della memoria. La recensione riguarda un agile ma interessante libro: “C’è qualcuno là fuori?” rappresenta l’ultima fatica della sempre splendida Margherita Hack, che non visse abbastanza per vederlo completato e pubblicato. L’onore e l’onere di portare a termine l’impresa toccò a Viviano Domenici, che ha completato un ottimo lavoro. La copertina del libro rende giustizia – a mio parere – a quella grande astronoma (lasciate perdere l’Accademia della Crusca: “astronoma” è un termine vecchio quanto il mondo, e che le ministre e le sindache dicano quel che vogliono: “astronoma” le batte tutte) che era la Hack, insieme al suo sempre grande senso dell’umorismo e al tempo stesso unendo la meraviglia e la curiosità che sempre hanno segnato la sua vita e i suoi scritti.

Nonostante il titolo, il …

Il silenzio degli editori

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Tocchiamo, con il post di oggi, uno dei punti dolenti degli scrittori e degli aspiranti tali:
il rifiuto degli editori o, peggio, il silenzio degli editori
In effetti assomiglia più a qualcosa tipo “Il silenzio degli innocenti” ma tant’è(nota 1). Di fatto c’è poco che per uno scrittore si dimostri fonte di apprensione tanto quanto l’invio del manoscritto a un editore che poi non si fa sentire. Una buona parte di chi legge queste righe ha avuto certamente a che fare con il difficile parto di quelle duecento pagine / trecentomila battute spazi compresi / ovvero saga in stile “Signore degli anelli” che, dopo innumerevoli correzioni, modifiche, taglia e cuci, impaginazioni e cura per il dettaglio viene poi inviata a quei - pochi – editori che si occupano del genere di cui abbiamo scritto. Non prendo in considerazione l’autopubblicazione, mondo un po’ a sé stante e per il quale non mi pronuncio, non avendone esperienza. Piuttosto mi riferisco all’attesa non proprio tranquilla dell’autore che g…

Lo scontro del secolo: cartaceo vs ebook!

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Vorrei affrontare l’annosa questione (annosa si fa per dire, visto che non si tratta di secoli e neanche decenni e magari non è neanche una questione di qualche importanza) nella frattura fra lettori digitali e lettori cartacei. Se come scrittore – o presunto tale - non posso fare a meno del computer (e direi che non ho proprio voglia di tornare ai tempi della stilografica e lezioni di bella grafia o della macchina da scrivere col correttore) come lettore sono stato anch’io tentato di virare verso l’ebook. Per alcuni la questione si pone su due concezioni del mondo in antitesi: da una parte i moderni, dall’altra i trogloditi.
Devo osservare – e mica tanto di sfuggita – che non avendo uotsapp nel cellulare ed essendomi permanentemente cancellato da feisbuc mi sono guadagnato sul campo il soprannome di “TROGL”, e non ci vuole mica tanto a capire che significa. Vabbè, d’accordo, ma sono un trogl che usa il computer, questo bisogna riconoscerlo!

James Tiptree e la scrittura maschile e femminile

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Ciao a voi 5cats!
Prima di tutto un annuncio: visto il periodo estivo, la voglia di staccare la spina determinata dal mantenimento della sanità mentale, vi informo che gli aggiornamenti saranno un pochino più radi in questo periodo, in attesa di recuperare (si legge “ammesso che abbia ancora idee”) più avanti. Se ne avete voglia venitemi pure a trovare!

Argomento di questa puntata:
James Tiptree e la scrittura maschile e femminile
Non venitemi a dire che è un argomento che avrei dovuto lasciar perdere: sotto sotto lo sapete che ci sono delle differenze, ma qui molto semplicemente dico la mia. Come un grafologo è in grado di dire (con una buona dose di precisione) se uno scritto autografo appartiene a un uomo o a una donna, così il modo di scrivere può essere rivelatore del sesso dello scrivente.
Qui non si tratta di stabilire se scrive meglio l’uomo o la donna – è una questione di nessuna importanza – si tratta piuttosto di capire in che cosa sta la differenza nel modo di scrivere.

Quella che…

Post semiserio: parliamo di statistiche

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Vorrei tirare le somme di undici mesi di bloggeraggio (passatemi il termine): tanto è passato dal primo post.
Non titolo questo post con qualcosa come “Vita da blogger” o simili, perché “Storie e fantasia” non rappresenta il mio interesse principale – elemento credo necessario per potersi definire blogger – e il tempo che impiego per i post va diviso per tutto il resto; non solo lavoro e famiglia, ma anche interessi vari (modellismo, scrittura, lettura e a volte perfino una serata di fronte alla TV).


I dati che presento sono quelli congelati al 24 giugno 2016. Tralascio le statistiche dei post più popolari, perché in linea generale vedono comunque in cima alla classifica i più recenti, com’è naturale; tuttavia nella lista che presento qui sotto (con spudorato copiaincolla delle righe) ci sono due o tre cose che ho trovato interessanti, sia pure per motivi diversi:
Post più popolari
Scrittura, ricerca e documentazioneUna volta si vedeva, ora mica tanto...Una delle mie comete:…

Scrittura, ricerca e documentazione

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Un cordiale “benritrovati” ai superfedelissimi 5cats che bazzicano da questa parte dell’impalpabile confine del web! Ho scelto per tema un argomento che spesso si dà per scontato, ma non lo è. Non troppo, almeno, visto che a volte anche autori di una certa levatura fanno cilecca, salvo poi dire che si trattava di esigenze narrative (ma questo ve lo spiego più avanti, come vedrete). Mettendo quindi il titolo in mezzo alla pagina come di consueto, posso annunciare che oggi parleremo di
La documentazione e la ricerca nella scrittura
Il tema del post non è davvero nuovo: ne ho accennato nell’articolo relativo alla Logorrea dello Scrittore e anche nell’articolo ospitato dalla sempre gentilissima Anima di Carta e relativo alla fantascienza. Giuro che poi non ne parlo più, ma forse qui troverete qualche informazione utile. Come al solito si tratterà di una chiacchierata un po’ basata su esperienze personali e un po’ sul generico, e sempre senza avere la pretesa di riuscire a dire tutto sull’argom…

Una volta si vedeva, ora mica tanto...

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Hola 4cats! Qualcuno - tra i quali il sottoscritto -  si ricorda ancora di quando i cieli erano davvero bui e perfino alla periferia della mia città era possibile vedere la Via Lattea. Inutile dire che l'illuminazione cittadina - seppure necessaria - ci ha tolto il piacere di spingere il nostro sguardo fino ai confini del nostro vicinato cosmico. La foto che vi presento l’ho fatta il 12 gennaio 2002: si tratta della Galassia del Triangolo, e che ci crediate o no, è visibile ad occhio nudo alla bella distanza di circa due milioni e mezzo di anni luce. Trovarla è abbastanza facile, ma occorre avere l’occhio adattato all’oscurità e un minimo di pazienza. Il risultato migliore si ottiene con quella che viene chiamata “visione distolta”; un po’ come guardare con la coda dell’occhio. Guardate che la galassia del Triangolo – conosciuta anche come M33 – è grandina eh! Misura circa il doppio delle dimensioni della Luna piena (in fotografia ben di più). Per trovarla dovete individuare Andromeda, c…

Una delle mie comete: Hale-Bopp - 1997 - Per tutti quelli che sognano spazi sconfinati.

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Ricordo che faceva un freddo boia! Ma del resto eravamo a marzo e la temperatura avrebbe dovuto essere perlomeno sopportabile, considerando il maglione e il K-Way che indossavo. Ma il vento - contrariamente alle mie aspettative - era gelido e tagliente (non scherzo) a quota 1366 e con raffiche che mi costringevano a rannicchiarmi dietro l’auto, quando arrivavano, per evitare una vergognosa morte per assideramento. Tra l’altro ero convinto che tutte le foto – per via del vento – sarebbero risultate mosse, che il vento avrebbe spostato il cavalletto. E invece no! Questa ve la presento a memoria di quell’incredibile notte.



E anche questa:

Fatte dal sottoscritto con una analogica Fujica STX-2 e pellicola Fuji 400 ASA. Posa di 5 minuti con teleobiettivo 200/3,5 e obiettivo normale 50/1,9. Inseguitore Vixen e cavalletto Manfrotto.
La Via Lattea invernale è prossima al tramonto; la costellazione sopra la cometa, quella a forma di W è Cassiopea; a sinistra l'ammasso di Alfa Persei. La Galassia …

Liebster Award!

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Scusate il ritardo nel rispondere all’invito del Liebster Award! La nomination è venuta da Anima di Carta, che ringrazio davvero: primo, perché non avevo la minima idea che esistesse qualche tipo di nomination per i blog…più sconosciuti e poi perché una nomination era proprio l’ultima cosa che mi aspettavo, visto che sono l’ultimo arrivato.
Per quel che riguarda le risposte alle domande, si trovano nella sezione “commenti” del suo blog e siccome di qui passate solo voi 4cats, sono sicuro che le avrete lette.



Ma le metto lo stesso:
1.Il genio della lampada esaurisce un tuo desiderio. Qual è?
Andiamo sul difficile: mi piacerebbe conoscere tutto. Ma proprio tutto!
2.Come ti vedi tra dieci anni?
Più decrepito, ma sempre con la voglia di cose nuove. Spero.
3.Come sei la mattina, appena alzato/a?
Nel migliore dei casi...rintronato!
4.Una parola che ti descrive?
Qualcuno mi ha definito "lapidario". Io mi definisco un sognatore.
5.Il libro che porteresti su un’isola deserta?
Quello che scriver…

Recensione film: "Sicario"

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La recensione di oggi riguarda un film uscito nelle sale alcuni mesi fa (a dire il vero l’anno scorso) e sul quale ero indeciso se parlare o no in questa sede. Di sicuro ora al massimo lo trovate in DVD.
Sicario” a mio parere è un film eccellente, per vari motivi: - anzitutto l’interpretazione dei protagonisti, primi fra tutti Emily Blunt (già ammirata in “Edge of Tomorrow” con Tom Cruise) e Benicio Del Toro, quest’ultimo in un'interpretazione assolutamente magistrale - la fotografia, che è essenziale, i colori scolpiti nella pietra e che non lasciano spazio al verde o all’azzurro, a sottolineare l’atmosfera sempre spigolosa e disperata che pervade il film, questo al di là dell’ambientazione nelle terre di confine messicane - la scelta delle situazioni e delle immagini, tali da far capire – nella loro crudezza ed essenzialità – chi sono i personaggi e come e perché agiscono in un certo modo.


Benicio Del Toro è convincente nel ruolo di chi ha perso tutto a causa della malavita organiz…

La solitudine dello scrittore

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Da più parti – nella fattispecie blog sparsi qua e là nella virtuale rete internettiana – si sottolinea un fatto che potrebbe sembrare lapalissiano (non è una parolaccia, significa solo “talmente evidente da non richiedere spiegazione”; caso mai chiedete al signor De La Palisse, di cui si dice che un’ora prima di morire era ancora vivo) ,ma non lo è. Il fatto è citato è questo:

Scrivere è un’attività solitaria
Per essere più precisi: è un’affermazione evidente per chi scrive, ma non per chi non scrive, e questo semplicemente perché nessuno può capire – per quante parole ci mettiate per spiegarlo - cosa vedete nella vostra mente quando mettete su carta i vostri pensieri. O, meglio, quando scriviamo (portate pazienza: sarò anche un pochino presuntuoso ma penso di potermi qualificare anche come scrittore).

E’ un po’ come quando si cerca di raccontare un sogno che abbiamo fatto: in nessun caso riusciremo a rendere pienamente e veramente quel che abbiamo visto e sentito nei nostri viaggi nottu…

Doppia recensione: "Esiste un posto bellissimo" e "Esperienze di premorte"

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Continuo le recensioni con due libri che trattano un argomento abbastanza controverso e tutt’altro che facile, in precedenza solo “sfiorato” in occasione della recensione dell’autobiografia di Amy Purdy, nel suo “L’arte di rimettersi in piedi”: le NDE.
Conosciute in italiano anche con il termine “esperienze di pre-morte”, quello delle NDE è un argomento al tempo stesso intrigante e scomodo, sia per chi ci crede sia per gli scettici. Questa dualità nelle posizioni non deve stupire, trattandosi di esperienze del tutto soggettive e perciò non investigabili con il metodo scientifico, come comunemente inteso: cioè la ripetibilità dell’evento non può essere né richiesta né tantomeno cercata (si tratterebbe infatti di portare in punto di morte delle persone per poi rianimarle e farsi raccontare l’esperienza vissuta)! Dal mio punto di vista – e fatta sempre salva la buona fede di chi riferisce esperienze come questa – la sostanziale coerenza dei resoconti, il fatto che appaiano diverse in tutto …

Recensione libro: "Rivelazioni" di Massimo Polidoro

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Quando vidi questo testo in libreria non volevo crederci: Massimo Polidoro che scrive un libro con un titolo degno di “Voyager”! Non era possibile che proprio lui avesse fatto un completo voltafaccia e si fosse messo a scrivere qualcosa tipo pseudoscienza/fantarcheologia/fantaspiritismo! E poi la copertina, in perfetto stile Adam Kadmon, col volto mascherato e l’occhio indagatore: non mi tornava. Doveva essere un titolo all’insegna dell’ironia, cosa che accertai all’istante, sfogliando le pagine. Inutile aggiungere che poco dopo ero a casa pronto a tuffarmi nella lettura. Col suo solito stile spigliato e colloquiale, Polidoro ci offre in questo “Rivelazioni” una carrellata dei misteri degli ultimi secoli, rivisti e aggiornati all’insegna delle prove, dell’informazione e di una sana dose di buon senso. Il libro viene suddiviso per macroargomenti, come ad esempio: - complotti e cospirazioni - tesori perduti e codici segreti - magia - i misteri di Leonardo da Vinci

Keith Emerson ci ha lasciati

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Non mi capita spesso di scrivere un articolo di getto: di solito coltivo l’idea per qualche tempo e poi – con calma – la metto su carta virtuale, la leggo, la rileggo, la sistemo e poi la metto in rete. Ma la notizia di oggi è una di quella che in un certo senso ti fanno sentire come se fosse venuta a mancare una figura che ti ha accompagnato per decenni. Ho letto oggi della morte di Keith Emerson.
Ricordo che a circa 12 anni ascoltavo il disco omonimo “Emerson, Lake & Palmer” e “Tarkus”, con la sua suite di oltre venti minuti. Un anno dopo, oltre a “Dark side of the moon” dei Pink Floyd, ascoltavo anche “Pictures at an exhibition”.  Se qualcuno ha il sospetto che un moccioso di 13 anni che ascolta quella roba sia sbarellato, potrebbe anche avere ragione. E tuttavia Keith Emerson rimane uno dei maggiori virtuosi delle tastiere, un compositore eccellente e un punto di riferimento per i tastieristi prog. Al di là delle sue esibizioni esagerate – il prendere a coltellate le tastiere, l’arra…

Scrittura: la logorrea dello scrittore

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Un cordiale saluto ai miei fedeli four cats!
il mio tipico lettore ripreso in piena azione!

Questo post  di Anima di Carta mi dà l’occasione per parlare di un argomento che avevo in mente da tempo:
Gli Scrittori Che Scrivono Troppo
Ovvero: quante volte avete letto romanzi che avrebbero beneficiato di un numero di pagine decisamente minore delle cinque o seicento e passa che vi siete sorbiti, magari a malincuore? E quante volte avete saltato pagine intere per arrivare al nocciolo della questione?
E quante volte avete pensato che molte pagine erano un riempitivo e che non ve ne importava niente delle ultime cinquanta che avevate letto?
Bene. Ci siano capiti.
Per esporre l’argomento potrei essere costretto a citare testi e autori – per cui è possibile che il post contenga anticipazioni su qualche libro che vorreste leggere - ma farò del mio meglio per non rovinarvi troppo il finale, anzi, mi impegno a non svelare nulla di trame e finali!
Anzitutto devo ammettere di essere recidivo e quindi estre…

Recensione libro: "Marcia fatale" di Adam Zamoyski

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La recensione di oggi riguarda un ottimo saggio ad opera di Adam Zamoyski, autore per me del tutto sconosciuto prima di acquistare il suo libro, ma che ha dimostrato di valere la pena leggere. “Marcia fatale” ha per argomento la spedizione della Grande Armée napoleonica in Russia, nel 1812.

E’ noto a tutti che la storia è un argomento che mi ha appassionato e che tuttora esercita il suo fascino sul sottoscritto, tuttavia non sono mai stato interessato al periodo napoleonico. Nonostante ciò, l’arrivo di un testo esauriente sulla ritirata napoleonica in Russia ha rappresentato una novità notevole, visto che in precedenza quasi nulla si trovava in circolazione. Quindi, per saperne di più su un argomento tanto “misterioso”, ho affrontato la lettura di questo tomo di 486 pagine fittamente scritte (più quasi altre cento di note e bibliografia).




Solo la prima parte, dedicata alla situazione politica, alle beghe di corte e ai rapporti fra Stati, può risultare un po’ lenta, ma mai noiosa, sia per …

Scrittura creativa, lezione uno

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Lezione uno di scrittura creativa…secondo me: non consideratela alla stregua di un manuale o qualcosa del genere. Ci sono un sacco di persone che queste cose ve le possono spiegare meglio e con più metodo. No: in questo post semplicemente farò un sunto del mio modo di procedere in generale, in omaggio al principio che la creatività si può permettere di deviare dalle regole. Ovvero: ci sono delle linee guida che è opportuno e necessario seguire perché si tratta mettere a frutto le esperienze di altri e utilizzare metodi che si sono rivelati validi e che continuano a esserlo, ma questo non significa seguire alla lettera (stavo per scrivere “asinamente”) indicazioni che con un po’ di iniziativa possiamo adattare alla nostra personale inclinazione ottenendo di lavorare meglio. Penso quindi di affrontare per punti la questione della stesura di uno scritto - che può essere un post come un romanzo – e se tutto va bene qualcuno potrà trovarci qualcosa di interessante…spero. Il tutto – ripeto – …

Una poesia di William Butler Yeats

Devo confessare che non sono mai stato un grande amante della poesia, molto semplicemente non ci vado matto. Un po’ come gli amanti dell’hard rock difficilmente sopportano la musica lirica. Non so se rendo l’idea. Al massimo c’è qualche poesia che mi piace. Ogni tanto. Ma penso di aver reso il mio pensiero: dubito che un ascoltatore incallito della musica dei Motorhead o di AC/DC possa stravedere per l’ ”Aida” o “La Traviata”. Non impossibile, ma molto difficile, no? Non ascolto né AC/DC né Motorhead ma prog rock, ambient e new age (di solito), ma il concetto è ugualmente valido. Eppure…a volte capita di trovare delle poesie che parlano in un modo che non ti aspetti, le leggi e in qualche modo riescono ad aprirsi un varco, a entrarti dentro. E’ molto difficile che questo mi capiti, come è molto difficile che io apprezzi il testo di una canzone. Capita di rado trovare dei testi davvero buoni – o che perlomeno riescano a farsi apprezzare da me – tant’è che preferisco la musica strumentale …