Una poesia di William Butler Yeats


Devo confessare che non sono mai stato un grande amante della poesia, molto semplicemente non ci vado matto. Un po’ come gli amanti dell’hard rock difficilmente sopportano la musica lirica. Non so se rendo l’idea. Al massimo c’è qualche poesia che mi piace. Ogni tanto.
Ma penso di aver reso il mio pensiero: dubito che un ascoltatore incallito della musica dei Motorhead o di AC/DC possa stravedere per l’ ”Aida” o “La Traviata”. Non impossibile, ma molto difficile, no?
Non ascolto né AC/DC né Motorhead ma prog rock, ambient e new age (di solito), ma il concetto è ugualmente valido.
Eppure…a volte capita di trovare delle poesie che parlano in un modo che non ti aspetti, le leggi e in qualche modo riescono ad aprirsi un varco, a entrarti dentro.
E’ molto difficile che questo mi capiti, come è molto difficile che io apprezzi il testo di una canzone. Capita di rado trovare dei testi davvero buoni – o che perlomeno riescano a farsi apprezzare da me – tant’è che preferisco la musica strumentale a quella cantata, e la musica strumentale per me è LA musica per eccellenza, e se è cantata considero la voce proprio come uno strumento musicale (Lisa Gerrard docet) e le parole spesso scivolano via senza che le consideri più di tanto. A dirla tutta di solito non mi interessano. Mi interessa la musica di per sé.
Per questo motivo non troverete in questo blog molte poesie, anzi.
Beh, questa è una delle eccezioni. Mi piace. 
Eventuale dedica libera, secondo le vostre inclinazioni.
 
Se avessi il drappo ricamato del cielo,

Intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,

I drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte

Dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,

Stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:

Invece, essendo povero, ho soltanto sogni;

E i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;

Cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.
 

William Butler Yeats

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