Recensione libro: "Rivelazioni" di Massimo Polidoro


Quando vidi questo testo in libreria non volevo crederci: Massimo Polidoro che scrive un libro con un titolo degno di “Voyager”! Non era possibile che proprio lui avesse fatto un completo voltafaccia e si fosse messo a scrivere qualcosa tipo pseudoscienza/fantarcheologia/fantaspiritismo!
E poi la copertina, in perfetto stile Adam Kadmon, col volto mascherato e l’occhio indagatore: non mi tornava.
Doveva essere un titolo all’insegna dell’ironia, cosa che accertai all’istante, sfogliando le pagine.
Inutile aggiungere che poco dopo ero a casa pronto a tuffarmi nella lettura.
 
 
Col suo solito stile spigliato e colloquiale, Polidoro ci offre in questo “Rivelazioni” una carrellata dei misteri degli ultimi secoli, rivisti e aggiornati all’insegna delle prove, dell’informazione e di una sana dose di buon senso.
Il libro viene suddiviso per macroargomenti, come ad esempio:
- complotti e cospirazioni
- tesori perduti e codici segreti
- magia
- i misteri di Leonardo da Vinci

e così via, in una serie di godibili e documentate confutazioni di credenze e miti, arrivati ai giorni nostri avvolti da quell’aura di mistero che li ha resi pressoché noti ovunque.

Fra questi voglio ricordare il caso della “pallottola magica” nell’omicidio Kennedy, che trova la sua spiegazione, così come il presunto avvelenamento di Napoleone Bonaparte e i continui avvistamenti di Adolf Hitler o Elvis Presley in giro per il mondo (nel caso di Hitler credo che a quest’ora dovrebbe avere più o meno 126 anni e mi auguro che nessuno pensi seriamente di vederlo gironzolare da qualche parte).

Per la parte dedicata alla magia – senz’altro una delle più interessanti – Polidoro ci racconta di Houdini, del mentalismo e di miti come la corda indiana (proprio quella che si alza apparentemente da sola, appesa al nulla).

I misteri storici sono qui rappresentati dalle indagini su Dracula, la Maschera di Ferro, Sherlock Holmes; mentre la parte finale si occupa di malattia “misteriose” come il famigerato Morgellons, la sindrome di Munchausen; a seguire il mito dell’uomo che tutti sognavano e il visitatore dal futuro che appare in una foto del 1940. 

Il libro scorre via che è un piacere, come un piacere è constatare come molti argomenti etichettati come misteriosi o impossibili possano trovare una loro spiegazione e sistemazione logica che li rende ancor più sorprendenti e – per certi versi – capaci di meravigliare ancor più che se ci si fermasse alla definizione di “evento misterioso”.

Altamente consigliato: gli appioppo un ben meritato 8,5.

Non vi consiglio di utilizzare questo libro per trovare qualche fonte d’ispirazione per il vostro prossimo romanzo: non perché di spunti non ce ne siano, anzi, ma perché una massa più o meno folta di registi e scrittori ha fatto di tutto e di più su questi argomenti.

Ma non è detto: potrei inventarmi che Dracula era un alieno…ma in realtà no: “I vampiri dello spazio” è un film degli anni ottanta e in questi giorni c’è pure il libro in ristampa, edito da “Urania”.   
Devo dire che il romanzo sui vampiri dello spazio è nettamente superiore al film, ma questo significa che dovrò farmi venire qualche altra idea!

***
 
E ora, fuori programma, un parere che chiedo ai fedelissimi 4 cats: vi va se ogni tanto mi metto a recensire qualche disco?
Poiché siete quattro gatti mi aspetto quattro risposte, almeno!
Se siete d’accordo rispondete con “MIAO!” altrimenti con un “GRRR!”; in caso di parità (of course) vincono i “MIAO!”

Colonna sonora del post: “Better days” di E.L.P. , dall’album “Black moon” del 1992

 

 

 

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