Recensione film: "Sicario"


La recensione di oggi riguarda un film uscito nelle sale alcuni mesi fa (a dire il vero l’anno scorso) e sul quale ero indeciso se parlare o no in questa sede. Di sicuro ora al massimo lo trovate in DVD.

Sicario” a mio parere è un film eccellente, per vari motivi:
- anzitutto l’interpretazione dei protagonisti, primi fra tutti Emily Blunt (già ammirata in “Edge of Tomorrow” con Tom Cruise) e Benicio Del Toro, quest’ultimo in un'interpretazione assolutamente magistrale
- la fotografia, che è essenziale, i colori scolpiti nella pietra e che non lasciano spazio al verde o all’azzurro, a sottolineare l’atmosfera sempre spigolosa e disperata che pervade il film, questo al di là dell’ambientazione nelle terre di confine messicane
- la scelta delle situazioni e delle immagini, tali da far capire – nella loro crudezza ed essenzialità – chi sono i personaggi e come e perché agiscono in un certo modo.



Benicio Del Toro è convincente nel ruolo di chi ha perso tutto a causa della malavita organizzata e decide di passare il tempo che gli resta a far piazza pulita del marciume.
Lo fa quasi senza odio – sebbene ne abbia ben motivo – e l’impressione è quella del “è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo”; non gode in modo particolare nell’uccidere i suoi nemici ma nemmeno vuole farli soffrire.
Traspare sempre l’anima di un uomo “rotto” dentro che pur sapendo quel che fa e pur rendendosi conto di essersi infilato in un percorso in discesa verso la perdizione totale non si tira indietro, come se accettasse la propria dannazione in questa terra e anche oltre. O forse la desidera.

Emily Blunt, dapprima in cerca di carriera, diventa via via disincantata sul mondo che si trova ad affrontare. Lei, che segue le regole e nonostante tutto cerca di rispettarle e di farle rispettare, si trova nel giro di una giornata catapultata in un mondo in cui le regole non esistono, come non esiste proprio alcun modo per farle rispettare.
Il conflitto interiore che la pervade per tutto il film non è destinato a trovare una soluzione soddisfacente, ma per questo vi rimando agli ultimi minuti del film, in cui dovrà fare una scelta che potrebbe costarle la vita…proprio a causa di chi dovrebbe essere uno dei buoni (non vi dico quale, vi dico solo che carica la pistola e gliela punta contro).

Ottimi i comprimari, davvero all’altezza, in particolare Josh Brolin, e la scena finale, anche questa essenziale ma girata con maestria, nella quale si fa capire – e badate bene, senza parole, ma solo con immagini e colori – che nonostante tutto nulla cambierà.   

La pellicola non mostra segni di stanca, nemmeno quando l’azione sembra assente: in realtà la tensione è sempre alle stelle e se si arriva allo scontro, lo spettatore (in questo caso il sottoscritto) è ben contento che la tensione accumulata fino a quel momento possa finalmente trovare uno sbocco.

Attenzione inizio rivelazione di scene del film
Ho trovato particolarmente triste la scena dello sterminio della famiglia del cattivo: anche questa essenziale, quasi distaccata, perfino da parte di coloro - anche bambini – destinati alla morte, che fino all’ultimo hanno mostrato un autocontrollo che non saprei se definire folle o come semplice accettazione del loro destino come contrappasso per le malefatte di cui sono stati esecutori o mandanti o semplici spettatori accomodanti.
Fine rivelazione

Non c’è redenzione per nessuno, in “Sicario”, e alla fine - proprio come anticipato nella locandina - non esiste confine fra buoni e cattivi. O meglio, i buoni magari ci sono, ma fanno una vita grama, consapevoli ma impotenti di fronte a quel che accade. Rassegnati.

Dal mio punto di vista un film che avrebbe meritato molta più attenzione, sia da parte del pubblico che della critica, ma è anche un dato di fatto che magari ci basta la cronaca di tutti i giorni. Forse in Messico certe cose non fanno proprio notizia. Magari nemmeno in Italia.

Voto: 8,5 per l’efficacia di scene e fotografia e per l’immersione nelle menti dei personaggi.
 
 
Colonna sonora rockettara, stavolta: "Caravan" dei Rush (consigliato volume a palla!) 

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