#imieiprimipensieri


Di solito non lo faccio, ma questa volta sto al gioco con l’invito dei venti minuti di scrittura di getto: vediamo cosa ne viene…



Bene, cominciamo: per tenere note del tempo trascorso ho messo sul lettore cd un brano che dura venti minuti e mezzo (spero che i trenta secondi in più non mi costino la squalifica). Come di solito un brano ambient o new age. Sapete bene come mi setna a disagio se scrivo con qualcuno che mi parla nelle orecchie, fosse anche il testo di una canzone.
Confesso che scrivere in questo modo non mi è molto congeniale: di solito non scrivo di getto per poi riapssare tutto (sono sicuro che qui troverete errori di battitura in abbondanza). E mi piace ponderare ogni frase per farla assomigliare il più possibile alprodotto finale in modo da non diventare matto con modifiche o interventi vari. Ma questo ve l’ho già detto.
Diciamo che per poter mentenere le promesse in un post estemporaneo come questo dovrei passare di palo in frasca piuttosto che scrivere di un argomento ben definito (altrimenti sarebbe l’estto opposto di “scrivere di getto”, no?).
Approposito – e qui le due ‘p’ non sonno un errore – come si dice “dipalo in frasca” in inglese? E in giapponese? E se uno vive nel deserto dove non ci sono frasche, deve scrivere “di duna in duna”?
Bene, ho appena giustificato il testo: mi pare meno incasinato. Già lo è di suo e non solo per gli errori nelle digitazione (parolona, eh?).
Mi sto chiedendo se questo possa o no essere un test messo a punto da qualche setta che ha fatto sua la convinzione che un simile esperimento possa identificare le persone adatte a farne parte, che so, una specie di esame di ammissione abilmente camuffato da meme in modo da venire poi contattati dai Capi del Nuovo Ordine Mondiale e Galattico da sempre alla ricerca di agenti segreti da infiltrare nella società decadente in cui viviamo.
Insomma, qualcosa di simile a quello che si vede nel film “The imitation game”, quando usano il cruciverba per vedere chi è il più adatto a far parte della ristretta cerchia degli eletti che dovrannmo decifrare i codici tedeschi (è un bel film e se non l’avete visto ve lo raccomando; e poi la prova di recitazione di Benedict Cumberbatch è notevole).
Ok, ho perso alcuni secondi per guardare il testo e confermo che il correttore ortografico sta facendo il suo lavoro per bene.
Lo so, sono molto lento nella scrittura e magari il fatto di cercare di pensare per bene ogni frase è del tutto inutile: ho avuro modo di vedere come qualche altro blogger ha svolto questo compitino e devo dire che se la cavano meglo di me. A conti fatti forse non sono così bravo (ma lo penso anche di alcuni autori più conosciuti di me eheheheh!).
Di sicuro in condizioni normali torno indietro spesso per sistemare gli errori (quelli che vengono evidenziati da quelle fastidiose linee rosse che sottolineano ogni dito che va sul tasto sbagliato) e lo faccio anche qui, a condizione che me ne accorga nel momento stesso in cui lo faccio.
Il contatore del lettore cd mi dice che finora sono passati 15 minuti e 14 secondi.
Il che è un po’ strano, nel senso che quando scrivo nelle mie “normali condizioni” il tempo sembra passare più in fretta; e anche questo possiede la sua dose di assurdità, visto che al massimo riesco a fare un paio di pagine a serata, dove per ”serata” intendo anche tre ore.
Ops…mi sono bloccato…la scrittura di getto si è bloccata (controsenso: se lo sto facendo anche adesso significa che non è varo!) ops.. VERO. Ho corretto senza correggere veramente.
Direi che per ora è tutto: il brano – che si intitola “Four ever rainbows” a e che mi piace un sacco, sta per finire.  18 minuti e 46 secondi.
Ok, è tutto per oggi: buonanotte a tutti.
Sono le 20 e 51.   

 

Commenti

  1. Bravo Gabriele, grazie per aver partecipato.
    Sarei felice se volessi riprovarci, in futuro.
    Ci tengo però a dire che non c'era una regola dei 20 minuti.
    Ciascuno poteva utilizzare il tempo che preferiva, durante il quale impegnarsi a non fermare la mano. Io ho scelto 20 minuti, e molti mi hanno seguito. :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Recensione libro: “Le guarigioni del cervello” di Norman Doidge

Recensione film: "Mine"

Recensione film: "La mummia" - 2017