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lunedì 6 novembre 2017

3 novembre 2017, Angelo Branduardi al Teatro Geox Padova


Come annunciato qualche post fa, avevo acquistato il biglietto per il concerto di Angelo Branduardi. Comprato  addirittura in agosto per un concerto in novembre, pur di trovare un buon posto.
L’ho trovato in terza fila, ed ecco le mie impressioni.
Anzitutto occorre dire che un suo concerto a Padova è da considerare un po’ come il ritorno del figliol prodigo: infatti erano ben 9 anni che non passava da queste parti, dai tempi del concerto in Piazza del Santo.
La risposta del pubblico è stata – come sempre – molto partecipata e sentita: più di qualcuno cantava i testi senza curarsi del vicino e il battimani a tempo di musica era la regola. In effetti sono stato tentato a più riprese di voltarmi e dire alla signora della fila dietro la mia che avevo pagato il biglietto per sentire Branduardi e non lei ma…considerato che la mia dolce metà faceva la stessa cosa (tra l’altro inframmezzando fra un applauso e l’altro degli urli di apprezzamento da far accapponare la pelle, in stile ‘il ritorno dei morti viventi’), ho dovuto soprassedere.
Un po’ sottotono l’Angelo, per via di una tracheite che l’ha molto limitato, al punto di dover a tratti improvvisare la melodia vocale pur di proseguire, e in diverse occasioni ha davvero faticato per toccare le note più alte.
In quelle condizioni ha compiuto tuttavia un piccolo miracolo: perfino Phil Collins, in un concerto con i Genesis dovette gettare la spugna per un disturbo simile dopo appena tre canzoni, annullando il concerto. Si racconta che il pubblico quella sera era inferocito.
Ma a Branduardi si perdona tutto, anche che si assenti per mezzo minuto dal palco per…legarsi i pantaloni che gli stavano per cadere!
Come sempre, superlative le prestazioni al violino e alla chitarra e diversi gli aneddoti raccontati durante lo spettacolo.
Ad accompagnarlo una band dal tiro altissimo e ben rodata, affiatata e del tutto all’altezza.
Divertente anche un disegno portato da un piccolo fan, che Branduardi ha messo in bella vista accanto al suo posto sul palco.
I brani proposti sono gli stessi portati in tour negli spettacoli precedenti, il che mi conferma che il buon Angelo non ha esaudito le mie (e non solo mie!) richieste di suonare anche altro oltre ai classici.
La scaletta ha indugiato in modo particolare sui brani dai primi dischi, con poche incursioni nella sua storia discografica recente (qui la scaletta ). Anche nel sito linkato si fa notare come diverse canzoni siano state cantate in tono più basso.
Se sono rimasto soddisfatto?
Assolutamente sì!
Al di là dei miei desideri o delle mie critiche (ma anche diversi spettatori hanno richiesto altri brani che ovviamente non sono stati suonati) vedere un concerto di Branduardi è sempre un piacere, una manifestazione di professionalità, bravura e raro contatto col  pubblico.
Unico neo del concerto è che tutti avrebbero desiderato che durasse di più, anche se nelle sue condizioni è già tanto che Angelo sia riuscito ad arrivare alla fine. Purtroppo inutile l’attesa nel post concerto per autografi e foto con l’autore, per via del suo malessere.    
Un solo altro commento: speriamo che ripassi di qua!
 
Qui di seguito alcune foto riprese con la mia nuovafedelissima FZ200, che ha sostituito l’ormai vetusta FZ50.







 

 

2 commenti:

  1. Me lo cantavano da bambina, al posto della ninna nanna. Ma non solo lui, anche tanti altri grandi, italiani e non (per i "non" mi piazzavano la radio, a dire il vero :D)
    Ogni tanto lo tiro fuori dall'archivio musicale, quando ho voglia di estraniarmi.
    Di lui ricordo le cavalcate col violino sul palco, da vero menestrello (visto in TV). Saltella ancora come un indemoniato?
    Ciao

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    Risposte
    1. Ciao Myrò e benvenuta!
      No, il buon Angelo non saltella più come una volta, ma qualcosa è riuscito a fare (e l'età purtroppo si fa sentire!)
      Confesso che anch'io ho usato alcune sue canzoni a mò di ninna nanna: "L'albero", "Notturno", "La luna", "Loibere risen". Quest'ultima l'ho imparata a memoria, visto che il sassone del '300 non lo insegnano a scuola... :-)

      ciao!

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