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Visualizzazione dei post da 2018

Blog Tour "Come un dio immortale" - intervista a Maria Teresa Steri

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Ho risposto con piacere all’invito di Maria Teresa Steri (da qui in avanti semplicemente MT) a partecipare al suo blog tour con riferimento al suo ultimo romanzo “Come un dio immortale”. Il tema del romanzo è abbastanza inusuale, nel senso che spesso un argomento simile sconfina se non nell’horror, almeno nel romanzo o nel film che fa del truculento la sua arma migliore. Nulla di tutto questo nel romanzo di MT, che – a dir la verità in modo abbastanza pudico – evita descrizioni troppo accurate in fatto di scene forti. A dirla tutta avevo pensato all’inizio di impostare questo intervento sulla base delle differenze o delle somiglianze dei due mondi che io e MT- dal punto di vista dei nostri scritti – rappresentiamo. Vale a dire: da una parte il mio filone preferito, la fantascienza, con viaggi, paesaggi, situazioni lontane nel tempo e nello spazio; ipotesi sul come il mondo potrebbe essere o avrebbe potuto essere; sui possibili futuri e così via. Dall’altra un aspetto della realtà umana che…

Viaggio nel Mistero a Padova

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Sulla base di una dritta trovata sul blog di Myrò (link) ho appreso della serie di incontri organizzati dal CICAP nella mia (ex) città (Nota 1). Qui il link . Cosa sia il CICAP non ve lo sto a dire: sarebbe come chiedere a qualcuno se sa cos’è pane e salame. Quindi, lo sapete tutti. Ad ogni modo, ho partecipato ai primi due incontri: il primo trattava delle esperienze di pre morte: il secondo degli antichi astronauti. Per quel che riguarda il primo incontro (per i dettagli e i relatori vi rinvio al sito del CICAP) mi aspettavo un atteggiamento non dico ‘aggressivo’ ma fortemente polemico, conoscendo per fama – e non ancora per esperienza diretta – l’atteggiamento molto scientifico del Comitato su taluni argomenti. Sono invece rimasto molto favorevolmente colpito dal tono rispettoso e a volte dimesso che ha preso l’incontro: come chiaramente spiegato dalla relatrice Marta Annunziata, il CICAP si ferma fino al punto in cui il fatto è spiegabile con quello che la ragione e la scienza ci posso…

Recensione film: "Ready player one"

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Non è che abbia visto il film due minuti fa, in verità sono andato a vederlo il giorno stesso dell’uscita, solo che finora non avevo trovato il tempo di buttar giù due righe. Da buon fantascientofilo  posso consigliarvi il film per questi motivi: - effetti speciali allo stato dell’arte, con immagini che è possibile apprezzare in pieno solo in uno schermo cinematografico o in un televisore da duecentocinquanta pollici; - quasi nessun momento di stanca, nemmeno nei momenti più sdolcinati (pochi, eh!) che però servono solo per tirare il fiato fra una corsa e l’altra; - azione, azione e ancora azione - il necessario lieto fine dopo una corsa di due ore che ti lascia il fiatone anche se sei rimasto seduto a guardare. I motivi per cui non dovete andare a vederlo: - non ce ne sono, a meno che non abbiate fatto come il sottoscritto, e cioè
avete letto il libro
Ecco, se rientrate nella categoria non è che non possiate andare a vederlo: è un film godibilissimo e che vi soddisferà di sicuro, però…è ben p…

"Il diario di Sabet" in cartaceo!

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E’ con grande soddisfazione che vi do la notizia: “Il diario di Sabet” è disponibile in cartaceo! L’acquisto può venire effettuato sul sito di GDS Editore o negli altri negozi virtuali (tra l'altro facilmente rintracciabili). Sarò anche di parte – e in effetti lo sono J- ma mi sento di consigliarlo anche a chi non ha la fantascienza nelle sue corde: la fantascienza, come dissi tempo fa, è un pretesto per parlare di altre cose, spesso e volentieri, e questo è uno di quei casi. Penso che non resterete delusi e – mal che vada – non ci avrete speso troppo. Ok, fine della puntata pubblicitaria; se qualcuno dovesse trovarlo un buon romanzo – non tanto per la fantascienza, quanto per i temi trattati – me lo faccia sapere! La copertina è molto vicina a quel che avevo in mente e si rifà a un episodio che accade nel romanzo (ma verso la fine). Qui il link al sito dell’Editore.

Il tuo nome sul Sole

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Beh, l’ho fatto. Qualcuno potrebbe considerarla una sciocchezza, ma l’ho fatto!
Da vecchio astrofilo ricordo di aver letto una volta che qualcuno chiese a un cacciatore di comete giapponese come mai certa gente si prendesse il disturbo di scrutare il cielo ogni notte.
La risposta è di quelle tutti - e non solo gli astrofili - dovrebbero tenere in mente:

Per scrivere il proprio nome nel cielo”.  In qualsiasi modo uno lo voglia intendere.

E quindi l’ho fatto: ho inviato il mio nome perché sia scritto in un microchip che sarà installato sulla sonda Parker Solar Probee non è uno scherzo:  questo è il sito della NASA relativo all’evento. In realtà non sappiamo se la sonda riuscirà a sopravvivere al passaggio ravvicinato col Sole e non ha molta importanza il fatto di avere o no il proprio nome scritto su un chip che probabilmente finirà bruciato a sei milioni di chilometri dalla nostra stella. Solo sei milioni di chilometri. Non ho fatto i conti, ma direi che a quella distanza il Sole dovrebbe a…

Il cielo non ci cade in testa (non ancora, almeno). Ma l'abbiamo perso.

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“Come sempre ‘se tu hai avuto un’idea è quasi certo che qualcun altro l’ha già pensata’. Magari di questa frase vi racconterò in qualche post futuro, anche se a dire il vero non ha strettamente a che fare con la scrittura, ma con l’astronomia.”
Questa frase ve l’ho propinata all’inizio dell’articolo sulla recensione dell’ultimo “Maze runner”, dove spiegavo come il tipo di società immaginato nel film sia ben poco credibile (a dire il vero mi verrebbe da dire ‘impossibile’, ma non lo dico…oops…mi è scappato).
La frase che ha a che fare con l’astronomia me la disse un astronomo in quel di Cima Ekar nel…non ricordo bene, dovevano essere gli ultimi anni ’90, perché è dal 2002 che ho smesso di dedicarmi alle riprese astronomiche.
Già qui però cominciano i guai – per voi che leggete, intendo – perché a questo punto mi vengono in mente alcuni filoni su cui sviluppare gli argomenti: - a che proposito mi fu detta quella frase? - che accidenti ci facevi sull’Ekar, se non a coltivare una passione inut…