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lunedì 30 aprile 2018

Recensione libro: "Il futuro dell'umanità"

Michio Kaku non è certo l’ultimo arrivato nel mondo della divulgazione scientifica: avevo già letto il suo “Fisica del futuro”, che ho trovato non solo di estremo interesse, ma anche pieno di ottimismo e di buon senso. Le sue - chiamiamole così – anticipazioni sono un misto fra la fantascienza e il rigore scientifico, per quanto il termine “rigore” possa a volte essere un po’ esagerato, visto che a volte il confine fra scienza e fantascienza tende a sfumare.
Naturale, quindi, che il suo ultimo libro “Il futuro dell’umanità” rappresentasse per me qualcosa di simile al richiamo delle sirene. Non potevo non comprarlo.
 
 
Il tema principale del libro si rifà al concetto di “necessità”: vale a dire l’idea che in prossimo futuro sarà indispensabile per l’umanità lasciare questo Sistema Solare e approdare – come dire - alle rive di altri mari (nota 1).
Il fatto che questa sia anche la mia  -  e non solo mia – opinione è naturalmente un incentivo in più per informarmi il più possibile sulle novità in materia.
Come sempre il modo in cui Kaku si rapporta al lettore è quello di una bella chiacchierata: il modo di esprimersi è sempre molto colloquiale - con tanto di cappello ai bravissimi traduttori – e mai pesante, neppure nei passaggi che per loro natura potrebbero esserlo.
Come sempre Kaku non sale in cattedra ad insegnare con l’indice ammonitore rivolto al pubblico, ma accompagna ogni suo passo. E’ una cosa che apprezzo molto.
Il tragitto ideale di questo suo libro di svolge in pochi ma importanti filoni principali:
- lasciare la Terra. Sostanzialmente verso Marte, che rappresenta il candidato ideale verso cui iniziare una prima migrazione, considerando inoltre le possibilità di rendere il pianeta – per quanto possibile – simile alla Terra;
- il viaggio interstellare. In questa sezione l’autore analizza quali sono le conoscenze e le tecniche possibili per effettuare il grande balzo verso le stelle, al tempo stesso mantenendo un ottimo spirito critico sulle possibilità che la tecnologia ci offre al momento;
- la vita nell’universo. Non esclusa la possibilità – a dire il vero per adesso davvero remota – di poter viaggiare fra le stelle alla velocità della luce…trasferendo “noi stessi” sotto forma di pura informazione.
Non nego che le prospettive presentate da Michio Kaku possano sembrare – e a dirla tutta lo sono – estreme e incredibilmente costose sotto qualunque aspetto, sia economico che sociale, ma costose (e forse qui sfioriamo l’utopia) anche sotto l’aspetto della convinzione che l’intera umanità deve far sue queste idee per procedere in questa direzione.
Stante che in un tempo - secondo gli autori consultati – variabile da alcuni milioni fino a miliardi di anni, la Terra sarà ridotta a nient’altro che un tizzone ardente in orbita attorno al Sole o comunque a una palla di pietra inabitabile, la spinta verso nuovi lidi dovrà per forza di cose assumere una dimensione globale.
La cosa è perlomeno discutibile, nel senso che ci sono molti possibili ostacoli a una visione di esodo planetario, non solo per la necessità di risolvere i grandissimi problemi che attualmente assillano buona parte del genere umano e che richiedono enormi risorse per sperare in una loro soluzione, ma anche per problemi di ordine religioso o etico.
Kaku non si sottrae a un esame di queste possibilità contrarie e che rivestono un ‘importanza da non sottovalutare, ma rimane, nonostante tutto, molto ottimista al riguardo.
Forse fin troppo…
Come sua consuetudine, il libro è il risultato anche di un gran numero di interviste fatte ai maggiori rappresentanti delle scienze fisiche e astronautiche e rappresenta di fatto lo stato dell’arte delle conoscenze e delle prospettive sugli argomenti presentati.      
Si tratta per questi motivi di un testo non solo molto accessibile al grande pubblico – e questo è un grande merito dell’autore – ma anche di un’analisi svolta al meglio delle conoscenze attuali, sempre tenendo presente che – quando si parla di scienza – da un giorno all’altro potrebbe capitare qualcosa che rimescola le carte e richiede nuove spiegazioni o pone nuovi interrogativi.
E non a caso Kaku affida la conclusione del suo libro con una frase di Harriet Tubman


 
In definitiva un ottimo testo di divulgazione adatto a tutti e che secondo me si merita un bel 8,5 / 10 (guardate che per i miei standard è un punteggio davvero molto alto).
 
Nota 1: la frase non è mia: si rifà al titolo di un libro di fantascienza scritto da Chad Oliver e intitolato “Le rive di un altro mare”. Un romanzo un po’ diverso dal solito, ma non malaccio.
Faceva parte della collana Urania n. 599 del 20/08/1972. Al tempo costava 300 lire…15 centesimi attuali!
"E se per caso approderete alle rive di un altro mare, in un paese remoto abitato da selvaggi e da barbari, tenete bene a mente che il più grande pericolo e la più sicura speranza stanno nell'incontro tra i diversi cuori degli uomini, e non nel confronto tra le loro frecce e il vostro fuoco."

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