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Tutt* quant* mi hanno discriminat*

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Sempre più spesso mi capita di leggere – in particolare in qualche blog – parole troncate nella desinenza di genere, qualcosa del tipo “Lo dico a tutt* ” o “qualcun* di voi” e cose simili, tanto per capirci.  È il risultato del tentativo di non far torto a nessun* per non creare problemi alle femministe, suppongo (o a chi non si riconosce nella desinenza di genere). Ora, per quanto encomiabile (?) possa essere l’iniziativa, bisogna ricordare che nella lingua italiana NON esiste il genere neutro (se a qualcun* la cosa proprio non va giù, mi sa che dovrà parlare in inglese o in qualche altro idioma che abbia la forma neutra). Vabbè, qualcun* potrà dire che la lingua italiana deriva in gran parte dal latino, che il neutro ce l’aveva (Nota 1), ma tant’è, dobbiamo farcene una ragione: l’italiano ha perso il genere neutro.  Punto. Stop. Chiuso. Fine della storia. Amen. Quando il genere non è definito o è definito in senso generico, la regola generale è che si declina al maschile, tanto per dire:…

Fantascienza al femminile - 6: "Ultima genesi" di Octavia Butler

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Altro appuntamento con la fantascienza al femminile: l’ospite è il romanzo “Ultima genesi” (“Dawn”, del 1987 scritto da Octavia Butler , nell’edizione appena pubblicata nella collana Urania. Si tratta del primo romanzo che leggo di questa autrice e devo dire che si tratta di una piacevole sorpresa, anche se – non sorprendentemente trattandosi di scrittore donna – le scene di azione sono davvero molto poche (una sola, in verità, ma descritta bene) con focalizzazione sulle relazioni col diverso e la ricerca di un modo per risolvere i problemi fra culture differenti; un tema comunque molto caro alle scrittrici, e qui vedo nuovamente come possano essere diversi i modi di scrivere fra maschi e femmine. Sempre a proposito di maschi – e anche in questo caso senza grande sorpresa – noto come un paio di personaggi maschili ci facciano la solita figura di maschi-stronzi-sempre-pronti-a-scopare-e-a-violentare, ma ormai c’ho fatto l’abitudine, quando si tratta di scrittrici. Va osservato che la Butl…

I gretini e i 4 miliardi e mezzo di inquinatori

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Bene, ribadisco quanto ho scritto nella pagina “Presentazioni e avvisi”: questo NON è un blog che tratta di politica, non in senso stretto in ogni modo: se per ‘politica’ intendiamo le scelte che facciamo nella vita o che possono indirizzare la vita in comune in una certa direzione…allora più o meno tutto rientrerebbe nella definizione. Tuttavia, qualche riflessione – le solite riflessioni della sciura Maria – ogni tanto ci scappa, nel caso specifico l’arrivo / ascesa / (possibile caduta) di quelli che sono stati soprannominati ‘gretini’ (dove i giochi di parole si sprecano) e la possibilità che possano o no concretizzare il Mondo Verde, Profumato E Pulito da loro sognato.
Lasciamo perdere la considerazione che – platealmente ma dal punto di vista pratico è stato un vero fallimento – la Thunberg alle Nazioni Unite c’è andata in barca con Pierre Casiraghi come se tutti potessero farsi scarrozzare per l’oceano con un simile rampollo (e tralasciamo il fatto che costruire qualsiasi manufatt…

Fantascienza al femminile 5: "Binti" di Nnedi Okorafor

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Sulla copertina del volume una frase di Neil Gaiman: “Preparatevi a innamorarvi di Binti”. Beh, non solo non me ne sono innamorato, ma spero che Okorafor non abbia in mente di proseguire con “Binti cresce”, “Binti diventa adulta”, “Binti va in città” eccetera… Già, perché la superosannata serie di romanzi brevi che ha per protagonista la ragazza Himba non mi ha entusiasmato per nulla, anzi, ho trovato luoghi comuni triti e ritriti (gli Himba buoni e bravi e legati alle tradizioni e veri custodi di tutti i valori positivi, mentre i Khoush sono brutti e cattivi e causa di ogni discriminazione) e deus ex machina per tutta la narrazione, in particolare le Meduse che – sembrano cattive, e anche lo sono – ma con Binti tutto cambia.
Ecco, le Meduse: si tratta di alieni interessanti ma che possiedono caratteristiche che salvano la situazione ogni volta in cui Binti si trova a fare la parte della pirlona. Meriterebbero una trattazione a sé stante, ma nei racconti servono unicamente a portare ava…

Considerazioni su utopia vegana e possibili estinzioni di massa

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Curiosando fra articoli e post pro o contro il veganesimo si trova un po’ di tutto e in particolare tengono banco articoli più o meno accesi sui motivi per cui “sì” oppure “no”. Mi pare che grosso modo sia stato scritto di tutto, ma c’è un aspetto che mi pare non sia stato preso in considerazione: cosa accadrebbe agli animali da allevamento se tutto il mondo diventasse vegano. A quanto capisco, si assume tacitamente che gli animali sarebbero lasciati liberi in aree a loro riservate e che non siano più utilizzati per l’alimentazione: l’utopia vegana appunto.  Ma posso fare un po’ di conti e vedere se la cosa potrebbe essere fattibile e accettabile, in particolare per chi pone la questione sul piano etico? P.s.: non ho la pretesa che tutti siano d’accordo con le righe che seguono. Se qualcuno non è d’accordo…se ne faccia una ragione.

Le cifre le ho prese dalla Rete e non ho alcuna intenzione di perderci la vita per verificarle tutte, per cui le prendo per buone o comunque sufficientemente a…