Post

Fantascienza al femminile 3: “Vox” - di Christina Dalcher

Immagine
Comincio subito col far notare i diversi punti in comune fra questo romanzo e “Il racconto dell’ancella”, già considerato alcune settimane fa in questo blog. - anzitutto il rapido passaggio – e sempre per motivi politico/religiosi – verso la schiavizzazione della donna. In questo caso la condanna al limite di cento parole al giorno tramite braccialetto con tanto di scossa elettrica al superamento del limite, mentre nell’”Ancella” questo tipo di controllo non era necessario, essendo la società stessa più che sufficiente al bisogno; - esiste anche qui una rete di resistenza, ma con una differenza nella sua finalità: mentre nell’”Ancella” la Resistenza ha lo scopo principale di favorire la fuga dal Paese, in “Vox” si tratta di estirpare il male alla radice, cioè cercare di eliminare chi sta al potere; - anche qui i maschietti ci fanno una magra figura, in generale, ma sono molto più ben disposti a dare una mano (e oltre agli americani, anche gli italiani!); - scrittura in prima persona, con …

Musica e televisione

Immagine
Potremmo dire che, ora come ora, il rock progressivo è passato di moda, anche se non sarebbe del tutto corretto: di gruppi neoprog ce ne sono ancora un bel po’ in circolazione (Marillion, The mystery, Spock’s beard, eccetera) e spesso si tratta di musicisti di tutto rispetto, sia dal punto di vista tecnico che da quello compositivo; è vero però che pur non essendo un genere di nicchia (visto che un buon seguito c’è) non è di sicuro il genere più adatto per un tormentone estivo. Sono sicuro che un “Vamos a la playa” dei Righeira o un “Wakawaka” di Shakira (Nota 1) si ricordano molto più facilmente di un “Three fates” di Emerson, Lake & Palmer, quest’ultimo brano purtroppo mai eseguito dal vivo (a quel che mi risulta): un vero peccato, perché si tratta di uno strumentale dove il virtuosismo e la bellezza della composizione sono veramente da ricordare. Ma i vegliardi come me che leggeranno queste righe non potranno che dirsi d’accordo su un fatto, e cioè che negli anni settanta, quando…

Considerazioni musicali - 1 - Ligabue

Immagine
È estate.  La serata è calda e le finestre sono aperte, che tanto l’aria condizionata non c’è. La coppia giace a letto, sopportando il caldo e anche qualcosa d’altro, perché… …a non molta distanza - all’aperto, visto che siamo in periodo di sagra – inizia a suonare una cover band. Ligabue.


Vabbè, dai, tanto a mezzanotte tolgono la corrente e non è che con questo caldo si prenda sonno prima. Le canzoni si susseguono, si sente qualche applauso più o meno sentito e qualche “grazie!”. Dopo un paio d’ore il concerto volge alla fine.


All’improvviso lei si alza di scatto a sedere sul letto ed esclama, riferendosi alle canzoni:
Ma sono tutte uguali!” E lui, senza scomporsi: “È da una vita che lo dico...

Fantascienza al femminile 2 - "Suicide Club"

Immagine
Devo confessare che, a dispetto delle note entusiastiche in quarta di copertina e delle recensioni sui vari siti, questo lavoro di Rachel Heng mi lascia molto insoddisfatto. L’idea di partenza è più che buona e anche la società immaginata appare plausibile, ma occorre prendere in considerazione un aspetto che secondo me non può mancare (tranne in alcuni necessari momenti di pausa dei protagonisti): non c’è tensione. Per essere più preciso, la tensione c’è ed è notevole, al punto di far venir voglia di proseguire la lettura per vedere cosa succede…fino a un terzo del romanzo circa. Poi la tensione si stempera, fino ad arrivare faticosamente alla fine.
Non farò un riassunto del romanzo (magari qualcuno ha intenzione di leggerlo e non voglio rovinargli il piacere, specie se ne avrà un’opinione positiva), ma ci sono molti punti che secondo me avrebbero dovuto essere presi in considerazione con maggiore cura o – al contrario – sviluppati in modo ben più conciso. Ne prendo in considerazione alcu…

Fantascienza al femminile 1: "Il racconto dell'ancella"

Immagine
Ho letto “Il racconto dell’ancella” sul quale non mi dilungo più di tanto, visto che di recensioni, commenti e spiegoni se ne trovano quanti se ne vuole, basta cercare per due-minuti-due. Mi limito a dire la mia (senza fare pubblicità gratuita all’autrice!): è un buon romanzo, sia pure tutto al femminile, non solo dal punto di vista della narrazione, ma proprio per lo stile e le tematiche affrontate.
Non sorprende più di tanto che i personaggi maschili – pochi – siano appartenenti al passato (Luke), dominanti e se non odiati perlomeno distanti (il Comandante, con un’evoluzione neanche tanto sorprendente a metà romanzo) o ambigui (Nick). Fra gli aspetti positivi il punto di vista di una persona (e per quel che mi riguarda che sia uomo o donna poco conta) che si trova nella data situazione senza conoscerne i reali retroscena, un romanzo in cui le notizie sul pregresso vengono date in modo frammentario o dedotte dalle situazioni descritte, nel tentativo di comporre un quadro coerente. I freq…

Buongiorno, signor Qfwfq!

Immagine
Dopo qualche riflessione (allo stato attuale delle conoscenze, purtroppo inconcludente) sul possibile aspetto del signor Qfwfq, possiamo spendere qualche minuto per cercare di capire se davvero esiste la possibilità di farci qualche chiacchierata in tempi ragionevoli. In realtà – e per quanto chi scrive fantascienza, come il sottoscritto, cerchi di convincerci del contrario - la vedo dura, e non solo per quel che riguarda parametri come l’abitabilità di un pianeta, ma anche per altri motivi non meno importanti e che introducono difficoltà che restringono molto le probabilità di incontrare di persona il signor Qfwfq, per dirne alcuni: - il fatto che si sviluppi effettivamente qualche forma di vita (anche se ci sarebbe da discutere su cosa considerare come “vita”); - il fatto che una forma di vita non nasce bella pronta per costruire smartphone o astronavi o videogiochi, ma deve superare molte e notevoli difficoltà per arrivarci; - il fatto che, anche nel caso si sviluppi un qualche genere …

Contrasti

Immagine
Scena n. 1: ieri- dopo aver fatto il maestro d’scia per un’oretta (Nota 1) ho deciso di girare un po’ di canali alla TV, trovando un film del 2015: “Il diritto di uccidere”, magari l’avete visto anche voi. È una storia molto ben congegnata, in cui la tensione non viene mai a mancare, nonostante di azione ce ne sia poca.
Il film gira tutto intorno a un gruppo di terroristi che si appresta a farsi saltare in aria per mezzo di giubbotti esplosivi: l’operazione punta alla loro eliminazione tramite un missile lanciato da un drone. Fin qui la cosa non crea particolari problemi, visto che la stima delle vittime nel caso l’attentato andasse secondo i piani si aggira sull’ottantina. Semplice aritmetica quindi: se agisci, uccidi quattro o cinque terroristi – che in ogni caso hanno deciso di suicidarsi - se non agisci, a causa della tua inazione parecchie decine di persone innocenti perderanno la vita (Nota 2). L’equazione viene però stravolta dalla presenza di una bambina che si mette vicino all’edi…