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Non so più dove metterle!

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Come spesso succede a chi coltiva degli hobby un po' - come dire - che occupano spazio, anch'io mi trovo nella necessità di dar via qualcosa per poter recuperare i preziosi centimetri occupati. Questa volta si tratta di un annuncio non proprio commerciale, ma quasi: infatti non ho più posto per mettere i miei modellini di navi e velieri, per cui li metto in vendita. Va da sé che in caso di interesse dovrete contattarmi per mezzo dell'email del sito e fornirmi - eventualmente - un recapito telefonico per poter trattare la cosa a voce, che si fa prima e meglio.  Una nota sui prezzi: si tratta di poco più che un recupero costi (non saprei come quantificare i mesi di lavoro passati a fare un modello) al quale andranno aggiunti - se il ritiro di persona non fosse possibile - gli eventuali costi di spedizione. Riguardo la spedizione: il modello sarà chiuso in materiale antiurto (lo procuro io) e in cassa di legno costruita ad hoc dallo spedizioniere. Magari questo potrà far lievitar…

Considerazioni musicali 4: John Bonham e un po’ di altre cose delle quali non vi frega niente.

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Post estivo alla vai-che-va ben con lo scopo di dire finalmente quel che penso delle classifiche, tipo quelle di “Rolling Stone”. Oh là! Facendo la solita ricerchina nella Rete per capire chi sia considerato il miglior batterista mai esistito trovo invariabilmente – ma secondo me è un lavaggio del cervello che dura da decenni – l’onnipresente Bonham. Morto a soli 32 anni – nel 1980 – in qualunque modo si cerchi di capire il suo ruolo nella musica, si troverà sempre il guru di turno che lo consacra come miglior batterista al mondo. Dico la mia: il sound dei Led Zeppelin era quello e quello lui faceva. Punto. John Bonham
Bonham non sarebbe riuscito nemmeno a suonare un valzer o una samba alla sagra del paese con l’orchestrina di turno. Zum-pa-pa, zum-pa-pa, zum-pa-pa-paaaaa. Non lo sapeva fare. Non ci ha nemmeno mai provato. Andava bene per i LedZep e tanto bastava. E non chiedetemi se ho mai ascoltato gli Zeppelin: certo che li ho ascoltati (a dire il vero dagli anni ’70 e ogni tanto mi capit…

Itinerari 4: i trinceroni di Monte Campolongo

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Altro post tipicamente estivo, e anche stavolta un post di valorizzazione dell’altopiano di Asiago: meta dell’escursione del 21 giugno 2020 sono i trinceroni del monte Campolongo, che un secolo fa costituiva ultima linea difensiva sulla Valsugana durante la Prima Guerra Mondiale. Arrivarci è molto facile: basta arrivare a Rubbio e proseguire per il Monte Caina (la deviazione per il monte Caina è una facile passeggiata di un’oretta A/R con bel panorama sulla pianura, proprio sopra Pove del Grappa, e luogo che ispira al riposo e alla meditazione).

È possibile anche lasciare la macchina a Rubbio e fare il percorso a piedi (sono altri 6 kmA/R). Se si arriva da Bassano tenere la destra al curvone che porta in paese; se si arriva da Asiago non prendere il curvone e proseguire dritti (dare la precedenza a chi sale!). In ogni caso dopo 3 km di strada asfaltata, una sbarra impedisce il passaggio alle auto – fatta eccezione per eventuali accessi alla Malga Cimo, della quale parleremo dopo – quindi …

Fantascienza al femminile 9: "La quinta stagione" di N.K. Jemisin

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Adesso che ho letto un romanzo di N.K.Jemisin, posso dirlo: mi ha fatto la stessa impressione di Philip Dick. Intendiamoci: non è che “La quinta stagione” sia scritto male o maniera affrettata, tutt’altro. Se da una parte mi dà l’impressione di un puro esercizio di stile, dall’altro ci ho trovato poco che riuscisse a prendermi, tanto che volevo finirlo perché ormai l’avevo acquistato, più che per la curiosità di vedere come andava a finire. In effetti non finisce, visto che è il primo volume di tre. È in ogni caso un esempio di come sono i romanzi che non mi piacciono, scritto al tempo presente e utilizzando la terza o anche la seconda persona singolare, secondo il personaggio, scelta stilistica che non mi attizza per niente (e anche questo ha influito sul mio giudizio); nemmeno i tre filoni narrativi che infine sono a sé stanti mi sono piaciuti, come nemmeno l’atteggiamento da eterno cane bastonato delle protagoniste. Se da una parte Essun viaggia alla ricerca del marito che le ha ucciso…

Perché non mi autopubblico

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Non è dall’altro ieri che si fa un gran discutere se sia migliore l’autopubblicazione piuttosto che vedere il proprio scritto pubblicato da un editore in piena regola. In questo breve articolo espongo la mia opinione – come sempre ognuno ha la sua – ribadendo i motivi per i quali non considero il self-publishing la strada da preferire. Anzitutto chiarisco che uno scrittore deve scrivere. La cosa non è poi così scontata, dal momento che l’autopubblicazione comporta che lo scrittore diventi editor, illustratore, venditore e gestore della piattaforma su cui vende. Nulla impedisce che un singolo individuo possa - e molti lo fanno – ricoprire tutti questi compiti, magari riuscendoci molto bene, ma a parte il rischio che fare un sacco di cose comporta la possibilità di sbagliarne molte anziché una sola – rischio sempre presente nel multitasking – rimane il problema principale: tutta l’operazione rimane altamente soggettiva. Ora, come sempre ho detto, l’autore per primo deve essere l’editor di s…

Itinerari 3: Giro dei rifugi in Val delle Seghe

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Itinerario fatto il 28 giugno 2020: in mattinata, verso le 8.30 esco dal B&B e mi dirigo verso gli impianti di risalita di Molveno. Una volta arrivato al Pradel e gustatomi gli occhi con la visione del lago di Molveno prendo la seconda tratta in seggiovia, dopo poche centinaia di metri sulla destra: il percorso previsto è molto lungo e non voglio trovarmi senza fiato a metà strada (Wikiloc dà un percorso - secondo la fonte - fra i dodici e i quindici chilometri, ma vista la fatica credo che quindici sia la cifra più probabile). Aggiornamento: sono 16 km.  Già dall'attacco della seconda tratta ci si può gustare gli occhi con la vista del Piz Galin (a destra) e Cima dei Lasteri (a sinistra):
Una volta su, arrivo al rifugio Montanara, 
che offre un bellissimo colpo d'occhio dal lago fin tutta la Val delle Seghe:

Poco dopo si trova l'inizio del Sentiero delle Grotte, che prende giustamente il nome dalle formazioni rocciose che si incontrano lungo il percorso:
Il sentiero, che si…