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Recensione film: "Ad astra" - 2019

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Diciamo che i 56 anni di Brad Pitt – in questo film – si vedono tutti, e impietosamente: addio sex symbol e addio fabbricatore di cuori infranti; in ogni caso il Pitt che troviamo in “Ad astra” è abbastanza diverso da quello cui ci eravamo abituati nel corso degli anni, visto che ha abbandonato la parte dello schizzato, fuori di testa e incazzato col mondo intero (cosa che faceva in praticamente tutti i film che ho visto con lui) per vestire i panni di un protagonista più intimista e riflessivo, che entra in azione se solo gli tocca e di spacconate non ha proprio voglia di farne. Non è che sia del tutto tagliato per la parte, sebbene la sua prova sia più che decorosa e i veri protagonisti della pellicola sono il silenzio, il vuoto e lo spazio sconfinato: l’atmosfera che si respira per tutto il film è a volte claustrofobica (base sulla Luna e base su Marte, interno delle astronavi) e a volte di una bellezza e spettacolarità da mozzare il fiato (sia all’inizio, ma non vi dico altro; sia …

Concerto di Angelo Branduardi il 14 settembre 2019 a Fai della Paganella - recensione

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Scenario un po' fuori dal comune ma molto evocativo per un concerto, quello di Fai della Paganella, paese di qualche centinaio di anime (a forte vocazione turistica) posto sull’omonimo altopiano a un migliaio di metri di quota.
Il concerto si è tenuto sui prati del Paganella Fun Park, che d’inverno è meta dei turisti della neve e che in quest’occasione ospitava il Festival dei Sentieri, in cui appunto era prevista la manifestazione musicale. Siamo arrivati presto, nonostante l’avviso che prima delle 19 non si sarebbe potuto entrare: abbiamo fatto bene, perché già alle 18,30 c’era chi stendeva a terra coperte, plaid e teloni sull’erba. Abbiamo trovato posto in seconda fila, intesa come seconda fila di coperte, plaid, eccetera. Quindi, attesa lunga – con un paio di scatti rubati mentre Branduardi si fumava un sigaro, e varia umanità in arrivo a frotte e in seguito intenta a: - tagliare pagnotte da riempire con vari tipi di salumi; - aprire i contenitori con le zucchine trifolate e i piat…

Recensione film: "Attacco al potere 3 - Angel has fallen" - 2019

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Lungi dal cercare grandi significati o morali più o meno nascoste, il terzo episodio della saga che racconta le gesta del superagente Mike Banning va visto per quello che è: un film che sprizza adrenalina, testosterone ed effetti speciali più veri del vero. Gerard Butler in questa pellicola appare decisamente - non dico imbolsito, che sarebbe eccessivo – ma perlomeno uno che dimostra i suoi 50 anni in modo non proprio gradevolissimo (i miei 50 li portavo meglio, ma era molto tempo fa…sigh). Rispetto agli episodi precedenti qualche differenza c’è, visto che il Nostro ha messo su famiglia (anche se a dire il vero mi è sembrato tutt’altro che convincente nella parte di marito e padre), ma rimane sempre e comunque fedele all’immagine di uomo tutto d’un pezzo il cui motto potrebbe essere Maschia virilità, Patria uber alles e Presidente degli Stati Uniti forever! Casa e famiglia quando e se è possibile, compatibilmente con i massacri qua e là dove è richiesta la sua presenza, il che accade co…

Considerazioni musicali 2 – 50 anni da Ummagumma - Pink floyd

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In effetti sto interrompendo la pausa estiva, ma siccome avevo già pronto questo, ve lo propino, giusto per non farlo cadere nel dimenticatoio. Poi riprendo la pausa, bye!
Cercando in Rete, di commenti e recensioni su questo primo doppio album dei Pink Floyd se ne trovano parecchie, in buona parte entusiastiche e con più di qualche recensore – cercare per credere - che gli appioppa perfino 5 stelle su 5, o 10 su 10. Il che, se permettete, mi pare decisamente troppo. Troppissimo. Stante che l’album è del 1969, in pieno periodo psichedelico e che i Pink Floyd in qualche maniera dovevano convivere con lo spettro di Syd Barrett, forse non sorprende ascoltare un album così poco amichevole nei confronti dell’ascoltatore (eufemismo mode on). Quel disco lo orecchiai già nei ’70 e decisi di fidarmi del parere dei grandi (intesi come i rockettari più vecchi di me, che ero uno sbarbino): come risultato passai ore a cercare un senso in quel che ascoltavo. Per la cronaca: senso ne trovo poco anche ora…

Inizio ufficiale della pausa estiva!

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Hola! Non solo per il clima vacanziero imminente, ma anche per il caldo opprimente e la relativa mancanza di argomenti da discutere nel blog, a partire da lunedì primo luglio dichiaro ufficialmente aperta la sessione di pausa estiva di Storie e fantasia. Rimanete sintonizzati, perché a breve ci saranno novità editoriali (eh già) riguardo una nuova pubblicazione!

Nella lista dei posti da vedere questa estate ci sono (tempo meteo e fisico senile permettendo): - cima Zeledria (con possibile estensione ai laghi) - sentiero Vidi sulla Pietra Grande - giro dello Speikboden - magari un giorno in spiaggia (eheheh) e qualcosa d’altro per la serie ‘varie ed eventuali’. Vediamo che riuscirò a combinare…

Nel frattempo, se volete comunicare, potete mandare i vostri commenti all’indirizzo email del posto che vedete qui sotto:

Buone ferie a tutti!

Fantascienza al femminile 3: “Vox” - di Christina Dalcher

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Comincio subito col far notare i diversi punti in comune fra questo romanzo e “Il racconto dell’ancella”, già considerato alcune settimane fa in questo blog. - anzitutto il rapido passaggio – e sempre per motivi politico/religiosi – verso la schiavizzazione della donna. In questo caso la condanna al limite di cento parole al giorno tramite braccialetto con tanto di scossa elettrica al superamento del limite, mentre nell’”Ancella” questo tipo di controllo non era necessario, essendo la società stessa più che sufficiente al bisogno; - esiste anche qui una rete di resistenza, ma con una differenza nella sua finalità: mentre nell’”Ancella” la Resistenza ha lo scopo principale di favorire la fuga dal Paese, in “Vox” si tratta di estirpare il male alla radice, cioè cercare di eliminare chi sta al potere; - anche qui i maschietti ci fanno una magra figura, in generale, ma sono molto più ben disposti a dare una mano (e oltre agli americani, anche gli italiani!); - scrittura in prima persona, con …

Musica e televisione

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Potremmo dire che, ora come ora, il rock progressivo è passato di moda, anche se non sarebbe del tutto corretto: di gruppi neoprog ce ne sono ancora un bel po’ in circolazione (Marillion, The mystery, Spock’s beard, eccetera) e spesso si tratta di musicisti di tutto rispetto, sia dal punto di vista tecnico che da quello compositivo; è vero però che pur non essendo un genere di nicchia (visto che un buon seguito c’è) non è di sicuro il genere più adatto per un tormentone estivo. Sono sicuro che un “Vamos a la playa” dei Righeira o un “Wakawaka” di Shakira (Nota 1) si ricordano molto più facilmente di un “Three fates” di Emerson, Lake & Palmer, quest’ultimo brano purtroppo mai eseguito dal vivo (a quel che mi risulta): un vero peccato, perché si tratta di uno strumentale dove il virtuosismo e la bellezza della composizione sono veramente da ricordare. Ma i vegliardi come me che leggeranno queste righe non potranno che dirsi d’accordo su un fatto, e cioè che negli anni settanta, quando…

Considerazioni musicali - 1 - Ligabue

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È estate.  La serata è calda e le finestre sono aperte, che tanto l’aria condizionata non c’è. La coppia giace a letto, sopportando il caldo e anche qualcosa d’altro, perché… …a non molta distanza - all’aperto, visto che siamo in periodo di sagra – inizia a suonare una cover band. Ligabue.


Vabbè, dai, tanto a mezzanotte tolgono la corrente e non è che con questo caldo si prenda sonno prima. Le canzoni si susseguono, si sente qualche applauso più o meno sentito e qualche “grazie!”. Dopo un paio d’ore il concerto volge alla fine.


All’improvviso lei si alza di scatto a sedere sul letto ed esclama, riferendosi alle canzoni:
Ma sono tutte uguali!” E lui, senza scomporsi: “È da una vita che lo dico...

Fantascienza al femminile 2 - "Suicide Club"

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Devo confessare che, a dispetto delle note entusiastiche in quarta di copertina e delle recensioni sui vari siti, questo lavoro di Rachel Heng mi lascia molto insoddisfatto. L’idea di partenza è più che buona e anche la società immaginata appare plausibile, ma occorre prendere in considerazione un aspetto che secondo me non può mancare (tranne in alcuni necessari momenti di pausa dei protagonisti): non c’è tensione. Per essere più preciso, la tensione c’è ed è notevole, al punto di far venir voglia di proseguire la lettura per vedere cosa succede…fino a un terzo del romanzo circa. Poi la tensione si stempera, fino ad arrivare faticosamente alla fine.
Non farò un riassunto del romanzo (magari qualcuno ha intenzione di leggerlo e non voglio rovinargli il piacere, specie se ne avrà un’opinione positiva), ma ci sono molti punti che secondo me avrebbero dovuto essere presi in considerazione con maggiore cura o – al contrario – sviluppati in modo ben più conciso. Ne prendo in considerazione alcu…