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lunedì 25 luglio 2016

Lo scontro del secolo: cartaceo vs ebook!


Vorrei affrontare l’annosa questione (annosa si fa per dire, visto che non si tratta di secoli e neanche decenni e magari non è neanche una questione di qualche importanza) nella frattura fra lettori digitali e lettori cartacei.
Se come scrittore – o presunto tale - non posso fare a meno del computer (e direi che non ho proprio voglia di tornare ai tempi della stilografica e lezioni di bella grafia o della macchina da scrivere col correttore) come lettore sono stato anch’io tentato di virare verso l’ebook.
Per alcuni la questione si pone su due concezioni del mondo in antitesi: da una parte i moderni, dall’altra i trogloditi.

 
Devo osservare – e mica tanto di sfuggita – che non avendo uotsapp nel cellulare ed essendomi permanentemente cancellato da feisbuc mi sono guadagnato sul campo il soprannome di “TROGL”, e non ci vuole mica tanto a capire che significa.
Vabbè, d’accordo, ma sono un trogl che usa il computer, questo bisogna riconoscerlo!

lunedì 4 luglio 2016

James Tiptree e la scrittura maschile e femminile


Ciao a voi 5cats!

Prima di tutto un annuncio: visto il periodo estivo, la voglia di staccare la spina determinata dal mantenimento della sanità mentale, vi informo che gli aggiornamenti saranno un pochino più radi in questo periodo, in attesa di recuperare (si legge “ammesso che abbia ancora idee”) più avanti.
Se ne avete voglia venitemi pure a trovare!

Argomento di questa puntata:

James Tiptree e la scrittura maschile e femminile

Non venitemi a dire che è un argomento che avrei dovuto lasciar perdere: sotto sotto lo sapete che ci sono delle differenze, ma qui molto semplicemente dico la mia.
Come un grafologo è in grado di dire (con una buona dose di precisione) se uno scritto autografo appartiene a un uomo o a una donna, così il modo di scrivere può essere rivelatore del sesso dello scrivente.
Qui non si tratta di stabilire se scrive meglio l’uomo o la donna – è una questione di nessuna importanza – si tratta piuttosto di capire in che cosa sta la differenza nel modo di scrivere.

Quella che in genere salta all’occhio del lettore (qui va inteso nel senso di lettore/lettrice e non me ne vogliano le puriste della lingua che preferiscono leggere sindaco/sindaca o ministro/ministra…che a me sembrano delle emerite schifezze, checché ne dica l’Accademia della Crusca: il termine indica la funzione della persona di per sé, e non altro…per non parlare di “petaloso”, che all’inizio mi stava simpatico, adesso lo detesto) sta nelle descrizioni di personaggi e luoghi e in quelle degli stati d’animo: in generale le descrizioni maschili si soffermano su quanto si vede a occhio, quelle femminili sulle impressioni (non è sempre vero, ma mi sembra che in generale sia così); per un uomo la narrazione dei dialoghi o della reazione a un fatto parla di per sé, mentre una donna in genere preferisce approfondire - e non poco – sensazioni, emozioni e reazioni.