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domenica 16 ottobre 2016

La Premiata, Branduardi, i viaggi e le montagne


Si dice che il computer ragioni per esclusione di ipotesi mentre l’uomo per associazioni d’idee.
Mentre – come programmatore – posso dirvi per certo che allo stato attuale delle cose il computer non ragiona per niente (come si usa dire “se gli passi spazzatura otterrai spazzatura” o come dice il sottoscritto “da specifiche del cavolo otterrai programmi del cavolo”), posso però confermare l’associazione d’idee che ha portato a questo post.
Beh, è successo che ascoltando in cuffia col volume a palla quella canzone della PFM che si intitola “Andare per andare” e che tra l’altro ha un testo che mi piace un sacco (e voi sapete quanto io sia difficile da accontentare con i testi) ho considerato nuovamente il tema del brano: partire, esplorare, scoprire. E poiché si viaggia e si scopre non solo andando in Antartide o in Patagonia – come molti fortunati possono fare -  ma anche soltanto andando in montagna (anche al mare, ma nel mio caso non fa testo), ho cercato in Rete delle citazioni / aforismi che parlassero di queste cose.
I risultati sono stati superiori alle mie aspettative, andando dal filosofare alle battute spiritose, dalle riflessioni e alle esperienze personali.
Così ne ho prese soltanto alcune – quelle che di più m’ispiravano – e ora le presento…con alcune aggiunte tutte mie. Molte le ho trovate molto adatte anche per chi scrive, come molti di quelli che stanno leggendo.
Va da sé che i copyright delle frasi che troverete qui sono di proprietà di chi le ha dette!
Alcune sono state dette da personaggi conosciuti e altre da perfetti sconosciuti; non ho fatto indagini per entrare nel merito. Mi sono piaciute e basta e così le ho prese, per quel che erano.
Magari piaceranno anche a voi.

lunedì 10 ottobre 2016

Recensione libro: "Come la vita è cominciata"



Riprendo – come promesso – l’argomento “paleontologia” parlando di “Come la vita è cominciata” di Alexandre Meinesz, edito da Il Castello.

Il libro a una prima occhiata alla scaletta degli argomenti appare ben impostato, e i primi capitoli infatti parlano di
- Quando la vita è cominciata?
- Dove?
- Come?
- Le prime forme di vita sulla Terra
e proseguendo con capitoli sulla contingenza (già incontrata negli scritti di S.J. Gould e che qui viene ampiamente ripresa) come il capitolo intitolato La quarta casualità (le altre tre essendo la genesi dei primi batteri, la formazione di cellule nucleate e infine la formazione di organismi pluricellulari).
La contingenza – sulle orme di quanto esposto a suo tempo da Gould -  tiene conto di tutte le variabili imprevedibili quali ad esempio le variazioni climatiche (viene ricordata la teoria della “Terra palla di neve”, così come le supereruzioni avvenute in quella che è l’attuale India) o la comprovata  caduta di asteroidi di grandi dimensioni, tutti eventi in grado di influire in modo pressoché casuale sul destino di migliaia di specie, rendendo l’adattamento ai vari ambienti inutile.
 
Quest’ultimo punto va chiarito: l’adattamento all’ambiente, per cui delle specie sono favorite rispetto ad altre che all’apparenza possono sembrare destinate all’estinzione, diventa inutile nel momento in cui un evento casuale e non prevedibile “decide” a caso quale specie sopravvive e quale no.
Questa linea di ragionamento si collega direttamente alle varie correnti di pensiero creazioniste, secondo le quali – nella loro versione moderna – questi eventi sono stati in qualche modo previsti o preordinati per far sì che alla fine comparissimo noi, i Sapiens.  
L’argomento viene affrontato, ovviamente in modo non troppo approfondito, anche nel libro, dove la posizione dell’autore non è quella creazionista.

sabato 1 ottobre 2016

Scrittura e scrittori: Stephen Jay Gould e la vita meravigliosa


Un cordiale “ben-ri-trovati” ai 5cats!

Il soggetto di questo articolo è il paleontologo Stephen Jay Gould (1941 – 2002), uno dei personaggi che maggiormente ha influenzato il dibattito scientifico negli anni ’90 del secolo scorso (fa già un certo effetto parlare del “secolo scorso” non trovate?).
Gould è stato importante per le sue interpretazioni in campo evoluzionista, cosa che ha creato dibattiti anche molto accesi con i colleghi sia per quel che riguarda con l’interpretazione della teoria evoluzionistica in primis, e in generale con la visione scientifica della realtà.
Come sempre, gli interessati troveranno in Rete informazioni sul personaggio e sulla sua carriera sia come paleontologo che come divulgatore.

 
In particolare - non essendo paleontologo, anche se la materia mi ha interessato molto e continua ad affascinarmi tuttora – mi soffermo sul Gould in quanto divulgatore e scrittore.

Autore di molti saggi raccolti in vari volumi – ricordo qui solo quelli che ho letto: “Quando i cavalli avevano le dita”, “Risplendi grande lucciola”, “Bravo brontosauro” – Gould si faceva notare per lo stile sempre fresco e spigliato, mai pedante e sempre pieno di grande sense of wonder e di umorismo.  

A suo onore va anche il fatto di aver sempre integrato i suoi scritti con considerazioni e ricerche che andavano ben oltre quello che poteva essere il suo campo – forse troppo ristretto anche per lui – dando quindi al lettore una panoramica il più possibile completa sull’argomento trattato.