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mercoledì 5 dicembre 2018

La guerra dei mondi (???)


Prendo spunto da  questo articolo di Mattia Loroni per prendere in considerazione l’argomento dal mio punto di vista, cercando di fare delle riflessioni che - anche se purtroppo saranno viziate dalle immancabili inclinazioni personali – tengano conto di alcuni fatti il più possibile ‘oggettivi’.
Ho messo ‘oggettivi’ fra virgolette perché in realtà per quel che riguarda il comportamento di una ipotetica civiltà aliena non abbiamo altro metro di riferimento che il nostro: vale a dire la Storia dell’uomo su questo pianeta.
Discuterò quindi i vari aspetti da lui presi in considerazione nei paragrafi del suo articolo e in qualche caso sarò d’accordo, in qualche altro caso no (qualcuno direbbe che è il bello della diretta!).
Cominciamo dagli assunti di base:
“…tratta di un topos molto usato... che però, a pensarci, non è granché realistico.” e “…trovo che sia alquanto improbabile che una civiltà aliena cerchi di invadere la Terra.”
 
 
Allo stato attuale direi che è proprio così e probabilmente lo sarà per un bel pezzo, anche se fin da ragazzo spero di vivere abbastanza da poter assistere di persona a un ‘primo contatto’…possibilmente non in stile ‘Guerra dei mondi’.
Uno degli argomenti a favore è di sicuro l’enorme numero di stelle presenti nella Galassia: essendo la massa della Via Lattea stimata in 210 miliardi di masse solari, se la massa media di una stella fosse grosso modo simile a quella del Sole potremmo in prima approssimazione stimare un ugual numero di astri, ma sappiamo che la stragrande maggioranza delle stelle è più piccola e molto meno luminosa del Sole che, pur eclissato da autentici mostri stellari (ad esempio VY Canis Maioris, VV Cephei, le stelle dell’ammasso Arches, tanto per dirne alcune), è in realtà una stella grande rispetto alla media.

Di fatto, nei paraggi del Sole solo pochissime (Altair, Sirio, Procione, Alfa Centauri A) lo superano in dimensioni e luminosità, tant’è che quasi tutte le stelle vicine o vicinissime non sono nemmeno visibili a occhio nudo.
Considerando questo, le stime del numero di stelle presenti nella Via Lattea variano da 210 a 400 miliardi, con preferenza dei ricercatori verso il valore maggiore.    
La presenza di esopianeti è ormai un dato di fatto, tantopiù che ne sono stati scoperti di recente perfino intorno a stelle che si ritenevano prive di pianeti: mi riferisco alle recenti scoperte relative a Proxima e alla Stella di Barnard (quest’ultima fino a pochi giorni fa ritenuta un astro solitario).
Direi che al momento il problema sta nelle tecniche di rilevazione che, col tempo, sono diventate sempre più precise e, a giudicare dalla tendenza, mi sa tanto che non esistono stelle prive di pianeti (ne sono stati scoperti addirittura alcuni che vagano nello spazio senza accompagnare alcuna stella, vedi per esempio qui).
Come personale opinione penso che, all’affinarsi delle tecniche e degli strumenti, scopriremo che è proprio così.
Sono d’accordo sul fatto che la maggior parte di essi sia disabitata, vuoi per la distanza dalla stella, che può essere in eccesso o in difetto; vuoi per la mancanza d’acqua (per quel che si può dire al momento è indispensabile) o per le caratteristiche dell’atmosfera, e così via.
Allo stesso tempo, però, le condizioni per consentire la sopravvivenza su di un pianeta diverso dal proprio sono per forza di cose molto restrittive: se per esempio una civiltà prosperasse su un pianeta – poniamo una super terra - molto grande in orbita attorno a una stella fredda – poniamo una nana rossa sul tipo della Stella di Barnard o Proxima – quasi sicuramente avrà notevoli e forse insormontabili difficoltà a vivere sulla Terra, a meno di  - come giustamente dice Mattia – vivere sotto vetro o comunque ricorrere a espedienti che difficilmente potrebbero far dire che stanno davvero vivendo su di un altro mondo (allo stesso modo non possiamo dire che gli astronauti che sono andati sulla Luna abbiano vissuto sul satellite, sotto questo aspetto, e perfino parlando di Marte non è un mistero che non si possa sopravvivere all’esterno senza adeguata protezione). 

Come conseguenza, se pure ci fossero su molti pianeti condizioni favorevoli alla nascita di civiltà in grado di viaggiare fra le stelle, potrei aspettarmi che per la maggior parte di esse sia nativa di pianeti con condizioni ambientali molto diverse da quella che sperimentiamo sulla Terra. Queste civiltà, quindi, avrebbero a disposizione un serbatoio di potenziali mondi da colonizzare praticamente illimitato (circa l’88% delle stelle rientrerebbe nella categoria, se in prima battuta consideriamo le stelle di tipo K e M, cioè quelle più piccole e meno luminose del Sole) come mostrato qui sotto:

Classe
Temperatura
(
Kelvin)
Colore convenzionale
Colore apparente
 
Frazione fra tutte le
stelle di sequenza principale
O 
≥ 33 000 K
blu
blu
≥ 16 M
≥ 6,6 R
≥ 30 000 L
 
~0,00003%
B
10 000–33 000 K
azzurro
blu chiaro
2,1–16 M
1,8–6,6 R
25–30 000 L
 
0,13%
A
7 500–10 000 K
bianco
azzurro
1,4–2,1 M
1,4–1,8 R
5–25 L
 
0,6%
F
6 000–7 500 K
bianco-giallo
bianco
1,04–1,4 M
1,15–1,4 R
1,5–5 L
 
3%
G
5 200–6 000 K
giallo
bianco-giallo
0,8–1,04 M
0,96–1,15 R
0,6–1,5 L
 
7,6%
K
3 700–5 200 K
arancione
giallo-arancione
0,45–0,8 M
0,7–0,96 R
0,08–0,6 L
 
12,1%
M
≤ 3 700 K
rosso
arancio-rosso
0,08-0,45 M
≤ 0,7 R
≤ 0,08 L
 
76,45%

 Lo schema qui sopra non è mio: è un adattamento di quello riportato in Wikipedia al link (https://it.wikipedia.org/wiki/Classificazione_stellare). Per luminosità bolometrica si intende quella che tiene conto dell’emissione dell’astro a tutte le lunghezze d’onda e non solo in una banda particolare.     

Quel 4% di stelle più massicce e luminose del Sole (classi O, B, A, F) è probabilmente da scartare, essendo in generale astri dalla vita assai breve (un po’ più lunga però quella delle stelle classe F). 
Ma attenzione, proprio qui sta il problema: le stelle di tipo G – come il Sole – rappresentano solo il 7% di tutte le stelle!
Quindi, una civiltà formatasi intorno a una stella di questo tipo che cercasse un altro pianeta abitabile (ma potrebbe anche adeguarsi a un altro tipo di stella, ovvio) avrebbe un ventaglio di scelta molto più limitato e siccome non è detto che ogni stella di tipo G (o comunque con caratteristiche molto simili) abbia un pianeta abitabile, ne viene che – se l’emigrazione è dovuta a fattori di assoluta sopravvivenza – si potrebbe davvero arrivare a una situazione del tipo mors tua vita mea!   
La posta in gioco potrebbe essere davvero l’estinzione di una delle due parti.
Rimane la constatazione che l’unico metro di paragone di cui disponiamo è proprio…il nostro. Mi riferisco alla Storia – come accennavo prima – e come più di qualcuno ha fatto notare, non è che Cortèz o Pizarro ci siano andati tanto teneri con le civiltà precolombiane. E nemmeno i coloni europei con i Nativi Americani.
Il viaggio fra le stelle richiede risorse - economiche, scientifiche, energetiche – enormi, tali da essere giustificate (a meno di scoperte davvero rivoluzionarie) solo in caso di estrema necessità, solo se la posta in gioco è altissima e tale da trasformare il viaggio in uno di sola andata.
Se questo è il caso – e per ora siamo molto lontani dai fantascientifici viaggi commerciali o per turismo fra una stella e l’altra – allora credo che in caso di contatto con un’altra civiltà proveniente da una stella di tipo diverso dalla nostra, molto probabilmente si tratterà di un contatto non del tipo ‘guerra dei mondi’; questo perché è molto più probabile che la civiltà sia nativa di pianeti ben diversi dalla Terra e incompatibili col nostro modo di vita e probabilmente non sarebbero invogliati a far la nostra conoscenza - almeno non con intenti di colonizzazione (tralascio la terraformazione che, allo stato attuale delle conoscenze, richiede tempi lunghissimi e risorse enormi).

Questo ragionamento implica che se una civiltà interstellare ha avuto origine su una stella - per esempio – di tipo M, quella potrebbe non filarci neanche di striscio: semplicemente andrebbe in cerca di un pianeta abitabile intorno a una stella simile a quella d’origine e noi potremmo anche non accorgerci che il cielo è pieno di astronavi che se ne vanno a zonzo per lo spazio!
Ma se dovessero provenire da una stella simile al Sole e magari da un pianeta simile alla Terra (con la Terra che presenta caratteristiche entro un range per loro accettabile) allora la faccenda sarebbe ben diversa e potenzialmente disastrosa, perché se il tuo scopo è trovare una nuova patria e hai solo il 7% di stelle adatte (quindi rare, e non è detto che una stella presa a caso fra quel 7% possieda un posto vivibile), significa che quando sei così fortunato da trovarne una e per di più già abitata non stai ad andare su e giù per la Galassia in cerca di qualcos’altro: o in qualche modo trovi il modo di farti dare un pezzo di terra (o più precisamente 'di Terra') o se non ci riesci con le buone quel pezzo di terra te lo prendi costi quel che costi (ricordiamoci sempre qual è la posta in gioco). Ci scommetto che nessun governo sarebbe disposto a perdere una parte del proprio territorio (senza contare che anche gli alieni si moltiplicheranno, prima o poi, nel caso riescano a stabilirsi da queste parti).
Neppure è detto che le nostre forme di vita possano fare la differenza come accade nel film “La guerra dei mondi”: potrebbe essere benissimo il contrario, visto che in quasi tutti i casi – almeno qui – in cui le specie indigene – sia animali che vegetali che umane - hanno dovuto affrontarne altre provenienti da ‘fuori’, sono state le prime ad avere la peggio.
Ne viene che potremmo realisticamente avere contatti solo con civiltà interessate al nostro tipo di stella e al nostro tipo di pianeta; gli altri non sarebbero interessati, o almeno sarebbe più difficile che lo siano per motivi del tipo ‘impiantare-una-colonia-e-fare-la-guerra’.
Quindi ci troveremmo catapultati nello scenario peggiore…per forza di cose: diciamo, nel caso in assoluto più sfavorevole, con la probabilità del 7%, che non è proprio poco, se ipotizziamo per assurdo che ogni stella di tipo G abbia un pianeta abitato da una civiltà in grado di viaggiare fra le stelle, cosa che ovviamente non è…almeno credo.
Questo ipotetico 7% è valido se e solo se tutte le stelle di tipo G presenti nella Via Lattea possiedono una civiltà del tipo di cui abbiamo detto, tutte insieme nello stesso momento (cioè ora, facendo finta che esista un concetto di contemporaneità valido per tutti) e che tutte siano effettivamente alla ricerca di un pianeta abitabile (il che non è, visto che noi per primi non rientriamo nella categoria).

In realtà in questo caso dovremmo fare i conti con l'equazione di Drake, che però presenta tante e tali incertezze nei valori da inserire, da renderla poco più che un esercizio mentale, senza un vero valore predittivo.
La probabilità sarebbe comunque non zero, ma enormemente più bassa del 7% rappresentato dal caso estremo.
Penso che al momento possiamo dormire tranquilli e goderci i film delle serie Star Wars.  
Sono però d’accordo con Mattia che una grossa incognita è rappresentata dalla psicologia aliena – in qualunque modo la possiamo immaginare – che potrebbe essere un elemento determinante…sia in bene che in male. 
La mia conclusione è che secondo me la guerra dei mondi è un’opzione poco credibile solo nel caso di contatto con civiltà che non possono essere in competizione per le risorse e il territorio, in caso contrario ci toccherà chiamare in nostro aiuto Thor, i Fantastici Quattro e anche Hulk.
Il dibattito è ancora aperto!
 
Un ultimo pensiero che potrebbe sembrare deprimente: la stella di classe G simile al Sole più vicina è…proprio il sistema più vicino: quello di Alfa del Centauro, a poco più di 4 anni luce: forse Liu Cixin non ha avuto tutti i torti nell’immaginare un’invasione proveniente proprio da lì…


2 commenti:

  1. Nella riflessione del mio articolo, effettivamente non avevo pensato al tipo della stella. Ma per un buon motivo: non penso che la classe spettrale o la massa facciano poi molta differenza. Per esempio, noi non potremo vivere su un pianeta simile alla Terra che però orbita intorno a una gigante azzurra? Sì, deve essere molto più lontana dalla stella rispetto alla Terra dal Sole; ma se è nella zona abitabile, dov'è il problema :) ?

    Ma anche questa è una pura speculazione: magari è vero che a una civiltà può davvero servire un tipo di radiazione simile a quella del suo sole di partenza. Ma anche così, dubito che accadrebbe una guerra dei mondi: se una civiltà così partisse da un'altra stella gialla e arrivasse nel nostro sistema, troverebbe molto più facile installarsi su Marte, che è deserto, rispetto ad atterrare qui da noi. Ma ovviamente, anche questo è opinabile, e comunque è solo la mia modesta idea ^_^ .

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  2. Se si trattasse di una gigante azzurra, a parte il fatto che si tratta di stella con vita breve, nel tuo esempio avremmo un bombardamento di radiazione ultravioletta che altro che buco dell'ozono!
    In linea di principio potremmo anche cercarlo intorno a una stella rossa - tipo Proxima, per capirci - ma ci scontreremmo con problemi di altro tipo: per esempio un pianeta in zona abitabile sarebbe troppo vicino e quasi certamente rivolgerebbe sempre la stessa faccia al suo sole (verrebbe in aiuto un tipo di atmosfera in grado di mitigare gli sbalzi di temperatura fra emisfero sempre in luce e quello sempre in ombra, ma sarebbe un terno al lotto).
    Tieni presente che buona parte delle stelle rosse sono variabili a brillamenti (altro bombardamento di radiazioni) e così via...
    Per questi motivi mi pare sensato - umanamente più che'alienamente' - cercare pianeti abitabili dove le condizioni siano tali da consentire davvero un qualche tipo di colonizzazione.
    Lo stesso ragionamento - invertito - può essere fatto se si proviene da una stella fredda.

    ciao!

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